Roma, furbetti del bonus. Fuori i nomi. No dell’Inps: “C’è la privacy”

bonus 600 euro

Tre deputati avrebbero ricevuto dall’Inps il bonus per gli autonomi.
Lo si apprende da fonti parlamentari, secondo le quali sarebbero tre e non cinque, come inizialmente emerso, i parlamentari con partita Iva beneficiari del sostegno introdotto dal governo per far fronte all’emergenza Covid. Ma chi sono?
Le norme sulla privacy non consentono la diffusione degli elenchi dei beneficiari delle prestazioni dell’Inps.
Una regola che vale in questo, come in altri casi, ricordano fonti vicine all’istituto di previdenza, dopo la vicenda dei deputati e consiglieri che hanno usufruito del bonus di 600 euro riservato ai lavoratori autonomi e alle partite Iva in difficoltà per l’emergenza Covid.

Questo quanto dice Luigi Di Maio.
“Dalla lettura dei giornali di questa mattina emerge un quadro sconcertante.
Oltre ai 5 deputati furbetti, ci sarebbero altri 2000 politici tra amministratori locali e regionali in tutta Italia ad aver fatto richiesta del bonus partita Iva destinato ai liberi professionisti in difficoltà per l’emergenza Covid.
Siamo davanti a fatti di una gravità assoluta.
I nomi devono essere resi pubblici.
Gli italiani hanno il diritto di sapere chi ha tradito la loro fiducia.
Questa gente non deve più avere l’occasione di rivestire una carica pubblica.
Deve essere allontanata dallo Stato, deve essere punita.
Hanno remato contro il Paese nel momento più difficile.
Hanno offeso la nostra bandiera, hanno offeso la memoria di chi non ce l’ha fatta.
Hanno macchiato il nome dell’Italia nel mondo ed è giusto che paghino.
Non possono e non devono passarla liscia”,.

Questo quanto detto da Gianluigi Paragone.
“E’ quantomeno indegno e vergognoso che parlamentari che percepiscono 12 mila euro al mese abbiano chiesto il bonus dei 600 euro per lavoratori e partite iva.
Mi aspetto che il Presidente dell’Inps renda noti i nomi degli onorevoli furbetti e che i partiti politici di appartenenza prendano immediatamente provvedimenti.
Chi usufruisce di un contributo pubblico, prende soldi della comunità e per questo non può farsi scudo della privacy, a maggior ragione se parlamentare della Repubblica.
Questo episodio dimostra, ancora una volta, quanto le norme di questo Governo siano scritte male e senza criterio.

Questo quanto detto da Luca Zaia.
“ll sentiment è pesante, i cittadini dicono fuori i nomi .
E penso che i cittadini debbono essere ascoltati.
Mi appello a tutte le forze politiche: è fondamentale chiarire la vicenda, perchè viene meno la credibilità di tutta la classe dirigente.
Se iniziamo a trincerarsi dietro alla privacy non ne veniamo più fuori.
E resta questo sospetto strisciante tra tutta la comunità, e mi metto nei panni dei cittadini che potrebbero avere il sospetto quando si trovano davanti un amministratore se questo è uno del bonus oppure no”, col pericolo poi che ci sia una caccia all’untore.
Non vorrei che con la scusa della privacy qualcuno scappa anche dalla ‘conta’.
Non esprimo giudizi perchè ognuno avrà la sua giustificazione , le sue motivazioni”.
Ho già chiesto ai consiglieri veneti di darmi un ragguaglio, e spero che in giornata abbia questo censimento, poi a cascata ci saranno gli altri amministratori.
Ci mettiamo poco a fare una sorta di ‘me too’ al contrario.
Nel mio partito il segretario è stato chiaro indicando la sospensione che apre uno scenario peggiore.
La sospensione è già un atto importante: si chiede di fare un passo a lato.
E visto il fronte delle candidature, vuol dire perdere quel treno. Se fosse per me quella persona non la candiderei”.

Lucio Malan contro Tridico
“È sempre più evidente che il principale colpevole della vicenda dell’INPS e dei cinque deputati furbetti è Pasquale Tridico, presidente INPS di obbedienza M5S, il quale dovrebbe rispondere a numerose domande.
Come mai non ha esitato a rendere noto che cinque dei percettori dei 600 euro sono deputati, infangando tutti i parlamentari, e ora diventa così rispettoso della privacy da non dire chi sono quei cinque?
Se è vero che i cinque hanno fatto un’azione certamente riprovevole ma non vietata dalla legge, come mai se ne è occupata la fantomatica ‘Direzione antifrode’ dell’INPS?
Come mai ha informato il vice presidente della Camera Rosato del fatto che non ci sono deputati di Italia Viva tra i cinque?
La privacy è forse diventato un giochino, un indovinello, per cui vai per esclusione?”.

In una nota, Francesco Alemanni, responsabile nazionale organizzazione dei Verdi ed esponente di Europa Verde in una nota scrive:
“Come Europa Verde, chiediamo subito le dimissioni dei parlamentari furbetti.
Sull’utilizzo delle risorse pubbliche da parte di rappresentanti delle istituzioni, è giusto che vi sia la dovuta trasparenza e che, dunque, i gruppi parlamentari e regionali chiedano conto ai propri deputati e consiglieri qualora avessero usufruito dei bonus messi a disposizione dal Governo per i più fragili durante la fase acuta della pandemia di Covid-19.
Tuttora, ci sono lavoratori in difficoltà che attendono il pagamento della cassa integrazione: a loro e alle loro famiglie, alle piccole e medie imprese, alle Partite IVA più in difficoltà, devono essere riservati interventi mirati che consentano, tramite la conversione ecologica dei sistemi produttivi, di rilanciare l’economia verde in questo Paese”.

Luciano Di Giulio

Luciano Di Giulio

Direttore responsabile di questa testata, esperto musicale e veterano giornalista della provincia di Teramo. Iscritto dal lontano 1992, all'Albo dei Giornalisti d'Abruzzo, nell'elenco dei pubblicisti. Ha diretto diversi progetti editoriali e ha partecipato alla realizzazione di diverse pubblicazioni librarie.

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