Abruzzo, due grandi giornalisti transitati nella politica

falconio sassoli

2022, anno nuovo, su riparte con la fattiva collaborazione con il nostro amico e collega aquilano Emidio Di Carlo.
Oggi con il suoi ricordi etichettati “mi sovvien…” ci parla del giornalista e presidente del parlamento europeo David Sassoli, prematuramente scomparso.
Il suo legame con l’ e i ricordi di Emidio saranno il filo conduttore del racconto.
Buona lettura.

Qualche giorno prima del Natale 2021 veniva diffusa la notizia della morte di Antonio Falconio.
Nato a Navelli nel 1938, era stato giornalista alla RAI, avendo successivo impegno nella politica.
Dal 1995 al 2000 era stato anche Presidente della Regione Abruzzo.

Antonio Falconio

Nella notte dell’11 gennaio 2022, è stata diramata la notizia che, nell’ospedale in Aviano, il cuore di David Sassoli ha smesso di battere.
Era nato a Firenze nel 1956.
Era stato giornalista in RAI, passando poi alla politica, con l’elezione alla Presidenza nel Parlamento Europeo.
Sassoli aveva sposato un’aquilana, Alessandra Vittorini, affermata architetta, figlia di Marcello Vittorini (noto urbanista), ai vertici della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio in L’Aquila; coordinatrice dei restauri e ricostruzione nella Basilica di Collemaggio.
Falconio e Sassoli erano due stelle anche nella/per la cultura aquilana

David Sassoli

Per il Circolo Culturale Spazio Arte dell’Aquila e la testata “abruzzo az 60”, le due perdite sono state apprese con rispettoso silenzio.
Hanno risvegliato lontani rapporti.
La testata dell’Aquila ne ha offerto testimonianze con il suo Direttore Responsabile, anch’egli giornalista attivo per sessant’anni, anche come editore, nella/dalla carta stampata aquilana e infine anche sul blog ricco di interscambi culturali tra l’Abruzzo, la Francia, Stati Uniti, Canada, ecc..

Emidio Di Carlo direttore Abruzzo AZ

Su Facebook lo staff del Presidente del Parlamento Europeo lo ha anche ricordato.
Stralciamo: “Si può vivere in tanti modi. David ha combattuto e lavorato fino all’ultimo possibile istante, informandosi, partecipando attivamente a causa del bene comune con curiosità e passione indomabili nonostante lo stato di salute sempre più precario”.
La memoria ci è tornata su una delle mostre comprendenti le opere di Gillo Dorfles.

Gillo Dorfles

Del resto, la strada storicamente tracciata dal famoso critico triestino, è stata costantemente seguita anche dall’editore-giornalista aquilana.
Tutto aveva avuto inizio in occasione dell’’Omaggio a Picasso”, nel 1966.
Il ministro della cultura, André Malraux aveva fatto raccogliere e selezionare le opere tra il Grand e Petit Palais.

Grand e Petit Palais

A Parigi Dorfles volle come ‘suo inviato speciale’ il giovane ventisettenne aquilano conosciuto attraverso la carta stampata e l’attività nel mondo dell’arte. Quando il terremoto del 2009 arrecò danni al territorio aquilano, i contatti telefonici tra Milano (dove s’era trasferito il critico triestino) e L’Aquila divennero frequenti, vennero meno solo con la morte dell’ultra centenario, il 2 marzo 2018.

Achille Bonito Oliva

La mostra curata da Achille Bonito Oliva venne inaugurata il 29 novembre 2015 con il titolo: “Essere nel tempo”.
Anche nel libro sulla vita e l’attivismo politico di David Sassoli il “titolo” andrebbe a pennello
Si può dare lettura del suo curriculum: “Cronache in diretta su Rai 2“, nel 1996; dal 1999 inviato special nella redazione del Tg1, Vice direttore del Tg1 e dei settimanali di approfondimento speciale TG1 e TV7; nel 2004 Presidente dell’Associazione Stampa Romana; nel 2009 entrata nella politica e, due anni dopo, il 3 luglio 2019 eletto Presidente del Parlamento Europeo.

David Sassoli

“Siamo bersagliati – scrivere il critico d’arte triestino – non solo dagli ‘pseudo-eventi’ che i max media ci impongono ad ogni ora del giorno e della notte, ma anche dalle pseudo-opere d’arte che prendono il posto di quelle autentiche d’un recente passato”.
Questo spiega la ragione del percorso che ha mosso il giornalista e, successivamente, il politico David Maria Sassoli.
Si ricordano le “Giornate degli Autori”, volute dalla sua Presidenza al Parlamento Europeo.
Tra i precedenti giornalista, si sentiva europeista, un giovane universitario (al tempo nell’Università dell’Aquila, primo anno facoltà di Ingegneria) che prendeva la tessera nel CUDIA (Centro Universitario di Iniziativa Europea), nel 1964.

Premio LUX 2019

Mi sovvien….
L’Aquila, Luglio 2019. Alla Redazione di “abruzzo az 60”, giungeva una lunga email dal Servizio Stampa – Ufficio collegamento in Italia del Parlamento Europeo.
Si comunicavano i finalisti del “Premio LUX 2019”, nelle ‘Giornate degli Autori’.
“Il Premio – sottolineava il Presidente del Parlamento Europeo – vuole essere un riconoscimento al cinema di qualità ma soprattutto il riconoscimento del ruolo fondamentale della cultura nella formazione della nuova identità europea.
Il Premio – aggiungeva– vuole però anche essere un incoraggiamento a tanti giovani che si avvicinano al mondo del cinema, a andare avanti, a non mollare, a resistere perché l’Europa li sostiene, perché alle loro spalle c’è una storia e davanti a loro c’è un futuro: quello di un’Europa sempre più unita, libera, solidale”.

Pesaro, Mostra Internazionale del Nuovo Cinema

Merita considerare che dal 1964, a Pesaro si teneva la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema.
Una Mostra del Cinema era stata istituita nell’ambito della Biennale di Venezia; con i suoi “leoni d’oro” assegnava “allori” fin dal 1934
Nel corso degli anni, il giornalista aquilano (poi Direttore di “abruzzo az 60”) ne aveva conoscenza anche per gli invitati speciali che riceveva nei singoli appuntamenti.
Per “abruzzo az 60”, la comunicazione sul “Premio Lux 2019” era vera ‘musica’.
Nel giornale l’email venne riportata in ‘prima pagina’; seguiva il commento nella ‘Terza’.
Musei, Pinacoteche, Biennali, Arte-Fiera, storici e critici d’arte, conoscenti e amici, inviavano da anni, con i propri corrispondenti, le attività in corso.
Erano numerose da rendere difficile pubblicarle tutte in ogni uscita della rivista.
Il comunicato stampa del servizio stampa collegato con il Parlamento Europeo era però una sorpresa e un invito alla riflessione.
Giungeva da fuori l’area aquilana e dell’Abruzzo; era l’opposta facciata dell’artificiosa politica culturale (Ndr. Quella che Dorfles era pseudo-opera d’arte) generata con vecchie e nuove truppe assoldate (anche mercenarie) nelle tornate elettorali.
Di memoria in memoria, dall’Italia alla Francia, verso la nascente Europa.

L’Aquila, Istituto Tecnico Andrea Bafile

Mi sovvien…
Torino, Agosto 1961.
Uno studente aveva avuto appena il tempo di aggiungere al curriculum il titolo di studio da Geometra che già veniva accolto nel grande ‘monumento’ progettato e realizzato a Torino, dall’architetto Per Luigi Nervi.
Si celebrava l’Unità d’Italia e, contemporaneamente, si teneva il convegno sui nuovi traguardi possibili con l’Europa Unita.
Benché stanco dalla ‘cavalcata-studio’ per gli esami, lo studente prese il treno, andò ad aumentare gli ospiti speciali nella settimana organizzata nel Palazzo del Lavoro.
L‘avveniristica’ struttura in cemento armato, venne poi utilizzata per la Facoltà di Economia e Commercio.
Ma quale fu la ragione che portò lo studente a Torino?
Nel 1957, in occasione della rivoluzione ungherese e dell’arrivo dei carrarmati a Praga, gli studenti accendevano le proteste fuori dalle aule, sulle strade e sulle piazze.
La classe studentesca aquilana era sempre in prima linea.
Dopo oltre due settimane qualcosa accadde davanti all’ingresso dell’Istituto Tecnico Andrea Bafile”.
Il Preside della Scuola (Ing. Vincenzo Di Nanna), prendeva per un orecchio uno degli organizzatori della protesta, gli faceva valicare il portone, lo faceva sedere in un’aula, lo affidava alla prof.ssa di Lettere, Storia e Geografia, ‘la Pischedda’.
Doveva fare un compito per un concorso sui principi e le aspettative dell’Unione Europea.
Lo studente accettò l’impegno, non senza concordare che alla consegna dell’elaborato sarebbe tornato con gli amici sulla strada.
In poco più di un’ora il compito venne eseguito e consegnato.
Quel ‘testo’ prese poi a viaggiare.
Andò oltre le selezioni tra le suole della città, della provincia e della regione, giungendo a Torino, nel 1961, in occasione delle celebrazioni per il Centenario dell’Unità d’Italia.

Gianfranco Colacito e Giuseppe Mangolini

Qui lo studente aquilano, ebbe “Premio” per quanti avevano partecipato al concorso in Italia.
Poteva trascorrere una settimana in uno stato europeo, con altri studenti provenienti dalle altre nazioni europee.
Su libera scelta, venne chiamata in causa la Francia.
Trascorse i primi giorni all’Università di Lione; andò ad ammirare l’anfiteatro romano in Orange; nel paesaggio anche in una ‘cantina’ lungo il percorso del Rodano, il fiume che poté navigare fino ad Avignone.
Passarono due anni per il ritorno in Francia.
Nei primi di luglio del 1963, con gli amici Gianfranco Colacito e Giuseppe Mangolini venne reso possibile l’affitta di un’auto (rigorosamente “Lancia” per Gianfranco), avendo inizio la lunga avventura.

Parigi, museo Louvre

Durò una settimana: da L’Aquila a Porto Recanati (qui sosta per il buon incasso delle opere nella mostra personale al “Kursaak”), poi in Francia (Marsiglia, Montecarlo), in Spagna (Barcellona- Madrid, Pamplona), rientro in Francia (Bordeaux, Parigi) e, il 18 agosto, a L’Aquila.
Questo viaggio (nel 1966) meriterebbe di essere narrato in un libro, con molti capitoli.
Ora appena un fatto: la delusione provata nel non poter visitare il Louvre.
Si apprese che a Parigi, il “15 agosto”, non si muove paglia.
Pertanto, con pochi quattrini in tasca, si uscì dalla città alla ricerca di una trattoria, finendo con il ritrovarsi sulla strada verso l’Italia e L’Aquila.
Tre anni dopo – in treno e senza compagnia – vi fu il ritorno a Parigi.
Lo studente divenne l’“inviato” per alcuni e per il proprio giornale.
Le porte del Louvre ai aprirono.
Di giorno faceva la fila per entrare; la notte la trascorreva all’aperto (nonostante che avesse la prenotazione in albergo).
Un grande spettacolo veniva offerto dalle luci e dalle invitanti offerte, dei grandi magazzini.
Si era nella terza settimana di dicembre 1966.
Dal 1990, i viaggi in Francia divennero frequenti.
Nella famiglia dell’ex studente del “Rendina” una delle due figlie, dopo le lauree acquisite all’Università dell’Aquila, giungeva a Bordeaux.
Nell’Università della città collezionerà diplomi e dottorati di ricerca in letteratura, archeologia del mondo antico; organizzerà un convegno e una mostra su Ignazio Silone, (chiamando in causa anche la Fondazione omonima con il Presidente l’on. le Domenico Susi e i suoi storici giornalisti.

Ordine dei Celestini

Nello stesso periodo iniziò le ricerche sugli insediamenti dell’Ordine dei Celestini in Francia, passando da Verdelais a Parigi. Il tutto entrò a far parte dei 13 volumi dal “Circolo Culturale Spazio Arte”, dal 1997 al 2016, edizione “abruzzo az 60”.
Si potrebbero raccontare nuove storie e citare tanti protagonisti, giornalisti e politici che hanno lasciato la loro impronta nel divenire storico dell’Unione Europea.
Tra costoro, David Sassoli che ha ‘relazionato la sua Firenze con L’Aquila, formando una famiglia, con interessi reciproci per il mondo dell’arte e della bella politica culturale. Prima del suo ultimo Natale, il Presidente del Parlamento Europeo, aveva fatto gli auguri affermando: “…Abbiamo lottato accanto a chi chiede più democrazia, accanto alle donne, accanto a coloro che chiedono un’informazione libera e indipendente.
Abbiamo imparato che la disuguaglianza non è più tollerabile né accettabile”.

Premio Sacharov 2021, il vincitore Aleksej Naval’nyj

Nel discorso pronunciato al “Premio Sacharov 2021”, aveva detto sul vincitore: “Naval’nyj è stato attivista, candidato politico e blogger,
La sua azione per la libertà di pensiero è riconosciuta come un valore assoluto.
La lotta alla corruzione è una lotta per il rispetto dei dritti umani universali.
Il coraggio dimostrato da Aleksej Naval’nyj desta stupore e ammirazione.
Lo hanno minacciato, maltrattato, avvelenato, arrestato, incarcerato, ma non sono riusciti a metterlo a tacere”.
Romano Prodi, ex Presidente della Commissione europea la ha voluto ricordare: ”Credeva che l’Europa si fondasse sulla riconciliazione non solo dei servizi ma delle persone”.

Presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen

L’attuale Presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen”, in Italiano: “E’ un giorno triste per l’Europa.
Oggi la nostra Unione perde un convinto europeista, un sincero democratico, un uomo buono che ha lottato per la giustizia e la solidarietà; un uomo che ha lottato per la giustizia e la solidarietà”.

Cardinale Giuseppe Petrocchi

Il Cardinale Giuseppe Petrocchi, anche a nome della Comunità ecclesiale aquilana, nel suo messaggio di cordoglio alla moglie, l’architetta Alessandra Vittorini, ha così tratteggiato l’uomo e l politico: “Figura di alto profilo istituzionale, professionale e culturale, si è speso – con generosità etica ed incisività sociale – per la promozione di un ‘umanesimo’ democratico, inclusivo e solidale, in Europa come nel nostro Paese”.

David Sassoli

Su un suo twitter Giuseppe Conte: “David Sassoli è stato un giornalista, un politico di grande spessore umano prima che professionale”.

Di Luciano Di Giulio

Direttore responsabile di questa testata, esperto musicale e veterano giornalista della provincia di Teramo. Iscritto dal lontano 1992, all'Albo dei Giornalisti d'Abruzzo, nell'elenco dei pubblicisti. Ha diretto diversi progetti editoriali e ha partecipato alla realizzazione di diverse pubblicazioni librarie.