Ospitiamo un intervento di Massimiliano Fazzini (climatologo – Responsabile del Team sul Rischio Climatico della Società Italiana di Geologia Ambientale): “PERICOLO DI VALANGHE STIMATO AL MASSIMO GRADO".
“In un susseguirsi di dati più o meno verosimili, derivanti da misure quasi sempre non a norma e da informazioni estemporanee presenti nel web, da una prima, preliminare analisi statistica del dato misurato - si può già ora affermare che – ad evento atmosferico non ancora terminato – quella in corso è mediamente la nevicata più abbondante mai verificatasi nella primavera meteorologica lungo la dorsale appenninica. Ce lo dicono le misure effettuate dal Servizio Meteomont dei Carabinieri Forestali e dalle commissioni locali valanghe presenti nel territorio abruzzese e molisano, dedite alla valutazione del rischio specifico nei rispettivi territori comunali. E già, a seguito di tali eventi, si stanno verificando valanghe di dimensioni simili se non addirittura piu estese a quelle cartografate sulle carte di localizzazione probabile di valanghe regionali o su carte della pericolosità valanghe o piani di zona esposti a valanghe. Senza considerare gli eventi meteorici pluviometrici che stanno interessando le regioni Abruzzo, Molise e Puglia, anch’essi aventi al momento tempi di ritorno almeno di 50 anni e che stanno provocando allagamenti estesi in fondovalle e danni alle infrastrutture viarie . I numeri della nevicata ci dicono che in numerose località dei grandi massicci appenninici (Gran Sasso – Laga, Maiella, dell’Italia centrale a vergenza adriatica) nel volgere di 48 ore si sono accumulati, intorno ai 1500 metri di quota - dal 140 ai 190 cm di neve fresca, per lo piu caratterizzata da masse volumiche comprese tra i 90 ed i 120 kg/mc. Le cumulate si registrano a momento ai Prati di Tivo 1380 m (TE -) 206 cm in circa 52 ore, Passo Lanciano 1314 m (PE) 185 cm circa nel medesimo lasso di tempo ma su tutto il territorio esposto alle correnti di levante, richiamate da questo profondo ed insistente ciclone, le cumulate rasentano mediamente tali valori. Occorre immediatamente ricordare che la climatologia statistica si basa solamente su dati misurati seguendo opportune regole dettate dal WMO, per cui i frequenti ed imponenti accumuli nivometrici derivanti dall’azione dei venti tempestosi che accompagnano le precipitazioni, non costituiscono dato statistico. Inoltre l’altezza della neve al suolo risulta essere notevolmente inferiore alla cumulata della neve fresca misurata, in quanto il manto nevoso subisce un rapido metamorfismo distruttivo che porta al suo compattamento. Purtroppo, a cotanta bellezza paesaggistica si accompagnano criticità ben più gravose e che sovente mettono a repentaglio non solo i beni mobili ed immobili del cittadino ma persino la loro vita. Nelle ultime ore si sono verificati distacchi di masse nevose così estesi da eguagliare analoghi episodi storicamente evidenziati nel catasto valanghe del SERVIZIO METEOMONT dei CARABINIERI e del COMANDO TRUPPE ALPINE. E’ il caso della località teramana di Prati di Tivo in cui il fronte della valanga distaccatosi dalle pareti settentrionali del Corno Piccolo - laddove sono stati stimati oltre 5 metri di neve – ha raggiunto l’omonimo residence, per arrestarsi circa 200 metri più a valle, o di Lama dei Peligni e Fara San Martino, dove le storiche valanghe incanalate, gia attive nell’inverno 1999-2000 e 2016-2017 hanno nuovamente raggiunto i rispettivi fondivalle. Ora ci attendono altre ventiquattro ore di maltempo, con una lenta graduale attenuazione delle nevicate ed un successivo miglioramento, molto probabilmente accompagnato da un sensibile rialzo termico, in particolare nei valori massimi diurni. Ciò significherà, con ogni probabilità. Un mantenimento del grado di pericolo valanghe su valori estremamente levati, con la possibilità che possano verificarsi nuovi, frequenti e consistenti distacchi di neve più pesante, anche spontaneamente. Dunque superfluo ricordare a tutti che occorre avvicinarsi alla montagna innevata con assoluta prudenza mentre sono assolutamente sconsigliate le escursioni di sci alpinismo o con le ciappole su terreno aperto. Dall’inizio della stagione invernale, sono già 37 le vittime della montagna innevata. Anche perché la montagna non sa che tu sei esperto o profondo conoscitore dell’ambiente. Rigopiano docet”.
