Editoriale. C’erano una volta i negozi

Accadeva una volta che a fine giornata, dalle 18,00 alle 20,00 circa, la tradizionale passeggiata dei giovani, lungo via Nazionale, specie nel periodo che andava da settembre fino ad aprile era un appuntamento da non perdere nella città di Roseto degli Abruzzi.
La passeggiata iniziava di solito a nord dal piazzale della chiesa Maria SS Assunta e arrivava dalle parti dell’attuale Villa comunale.
In questo percorso le chiacchere e le battute si intervallavano con uno sguardo ai negozi che mostravano nelle varie vetrine dei negozi le novità da vendere.
Se poi si voleva fare uno stuzzichino c’erano diverse pizzerie lungo la via che con i “quadratini” riuscivano a placare il languorino, o specie in inverno, il pezzo di pizza caldo che scaldava il fisico, contro il pungente vento freddo che ti accompagnava nella passeggiata.
Oggi la passeggiata di fine sera è stata dimenticata dai tanti che preferiscono il cellulare o altri impegni.
Ma non siamo qui a scrivere non tanto della passeggiata, quanto dei tanti negozi che sono scomparsi e che non sono stati rimpiazzati.
Scrivono e dicono che sono stati chiusi per la crisi.
Come cambia in fretta il mondo.
E poi il crollo del potere d’acquisto delle famiglie.
E ancora il calo dei consumi.
E aggiungiamoci la crescita del commercio online.
E non per ultimo, la concorrenza delle grandi catene e dei vari discount.
Quindi, in sintesi, edicole, librerie indipendenti, salumerie, piccoli alimentari, pizzerie, macellerie, calzolai, erboristerie, pescherie, sartorie, pelletterie, lavanderie, a Roseto degli Abruzzi come in tutti i piccoli centri, sono attività scomparse o nel migliore dei casi dimezzati nelle varie merceologie.
A livello nazionale, poi facendo un confronto “… l ‘emorragia di attività di vicinato non si è fermata: complessivamente, nel 2017 hanno chiuso senza essere sostituite circa 10mila imprese del commercio al dettaglio in sede fissa, al ritmo di un negozio sparito ogni ora” lo dice Confesercenti.
Ancora più impietosa invece è l’analisi di Confcommercio, dal loro punto di vista negli ultimi dieci anni i negozi sono calati di quasi 63mila unità (-10,9%).
Nella nostra Roseto degli Abruzzi sono spariti anche i negozi tradizionali, come quelli alimentari e dell’abbigliamento.
Se le botteghe artigiane spariscono e i centri storici si svuotano, impoverendosi, sono i centri commerciali a prendere il sopravvento.
Molti cittadini hanno notato che sempre più saracinesche risultano abbassate nelle vecchie e classiche vie del centro, fenomeno ancora più accentuato nelle frazioni rosetane, generando un effetto desertificazione, di bruttezza, si solitudine, di oscurità che fanno apparire Roseto degli Abruzzi con un senso di abbandono e di povertà.
Peccato.
Il direttore
Luciano Di Giulio

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