20 Aprile 2024

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Roseto, a proposito ultimo consiglio comunale

Durante il Consiglio Comunale di giovedì 7 marzo 2019 il Sindaco Sabatino Di Girolamo e la sua Amministrazione hanno portato all’attenzione dell’Assise, tra l’altro, il nuovo Regolamento delle Entrate, l’esternalizzazione del servizio di gestione dell’imposta comunale sulla pubblicità, del servizio di pubbliche affissioni e TOSAP, un cambio di destinazione d’uso da opificio artigianale ad attività di servizio poliambulatorio, oltre alle modifiche del regolamento dei programmi urbani complessi.

Nel corso del dibattito sul regolamento delle entrate, vari Consiglieri comunali di opposizione, tra cui l’ex Sindaco Enio Pavone, oggi Capogruppo di “Avanti per Roseto-Roseto al Centro”, hanno evidenziato una serie di errori contenuti nell’atto deliberativo, oltre che anche alcune illegittimità dal punto di vista giuridico.

“Piuttosto che ritirare l’atto e riproporlo in maniera corretta al prossimo Consiglio Comunale – dichiara Pavone – c’è stata una “indecente gestione” da parte del Presidente del Consiglio, Teresa Ginoble, che ha permesso, a Consiglio aperto, di apportare aggiustamenti, correzioni e quant’altro all’atto, che è stato approvato con il solo voto contrario del sottoscritto e l’astensione degli altri consiglieri di minoranza. La cosa più grave – prosegue Pavone – è che questo Regolamento delle entrate, in controtendenza nazionale, invece di cercare di agevolare le persone che sono in difficoltà nel mettersi in regola con i tributi non pagati, li penalizza fortemente, concedendo un lasso di tempo molto stretto per regolarizzare la loro posizione e impedendo, a chi ha in corso procedure esecutive, di poter chiedere una rateizzazione del debito, dando tra l’altro alla Giunta comunale il potere di sospendere o dilazionare i termini di versamento, in pratica di compiere atti di gestione che la legge attribuisce ai Dirigenti”.

“Poi si è passati, addirittura, sulla delibera di esternalizzazione del servizio di gestione dell’imposta comunale sulla pubblicità, del servizio di pubbliche affissioni e TOSAP, ed è stata approvata, con i voti dalla sola maggioranza, una delibera che ha evidenti profili di illegittimità in quanto viola l’art. 52 del D.lgs 507 del 1993 che impone una valutazione economica preventiva sull’opportunità o meno di esternalizzare questo tipo di servizio, oltre a mancare anche dell’obbligatorio parere del collegio dei Revisori dei Conti. Probabilmente le sonore bocciature da parte del TAR Abruzzo della delibera istitutiva dell’imposta di soggiorno e quella sull’incredibile aumento della TARI, nulla hanno insegnato a questi dilettanti allo sbaraglio” continua l’ex primo cittadino.

“Non accettano consigli, neanche quando sono dati per evitare danni alla Città, ma il capolavoro politico amministrativo è stato fatto quando, alle 4:00 di mattina, dopo più di 10 ore di dibattito consiliare e mancando solo due delibere da approvare, probabilmente le più importanti della serata, cioè il cambio di destinazione d’uso da opificio artigianale ad attività di servizio poliambulatorio e le modifiche del regolamento dei programmi urbani complessi, il Capogruppo del Pd ha chiesto la sospensione del Consiglio. A quel punto – sottolinea Pavone – ho fatto presente all’Amministrazione i danni che questo rinvio produceva all’ì’imprenditore che aveva presentato la proposta ed anche ad altri possibili imprenditori che volessero beneficiare del regolamento degli accordi complessi. Non avendo i numeri legali per proseguire, ed avendo goffamente tentato di nascondere questa debolezza, il Capogruppo Pavone ha votato insieme al Consigliere Marcone ed al Consigliere Di Marco queste due importanti delibere che sono passate solo grazie ai voti dell’opposizione”.

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