Ferragosto, la gita turistica organizzata dai fascisti

mussolini
anni 30, ferragosto del Duce a Riccione

La tradizione popolare della gita turistica di Ferragosto è nata durante il ventennio fascista.
A partire dalla seconda metà degli anni venti, nel periodo di ferragosto, il regime organizzava, grazie alle associazioni del dopo lavoro delle varie corporazioni, centinaia di gite popolari, grazie all’istituzione dei “Treni popolari di Ferragosto”.
Erano treni con prezzi dei biglietti fortemente scontati, fornendo così anche alle classi meno abbienti la possibilità di visitare città o località di villeggiatura.
L’offerta era limitata ai giorni 13, 14 e 15 agosto e comprendeva le due formule della “Gita di un sol giorno”, nel raggio di circa 50-100 km, e della “Gita dei tre giorni” con una distanza di circa 100–200 km.
Durante queste gite la maggior parte delle famiglie italiane ebbe per la prima volta la possibilità di recarsi in villeggiatura al mare, in montagna e nelle città d’arte.
Poiché le gite non prevedevano il vitto, nacque anche la tradizione del pranzo al sacco,
Questa iniziativa voluta dal Duce riguardo le gite non prevedeva il vitto, nacque così anche la tradizione del pranzo al sacco.

Luciano Di Giulio

Luciano Di Giulio

Direttore responsabile di questa testata, esperto musicale e veterano giornalista della provincia di Teramo. Iscritto dal lontano 1992, all'Albo dei Giornalisti d'Abruzzo, nell'elenco dei pubblicisti. Ha diretto diversi progetti editoriali e ha partecipato alla realizzazione di diverse pubblicazioni librarie.

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