Non era una partita come le altre, e lo si è capito sin dal primo fischio d’inizio. Quella tra Lions Teramo e Pallamano Romagna è stata la sfida delle ambizioni incrociate: da una parte i padroni di casa, determinati a prendersi con la forza un posto nell’élite del campionato, dall'altra la vicecapolista romagnola, arrivata in Abruzzo con il compito delicatissimo di difendere la piazza che occupa e non vederla compromessa. Il primo atto del match è stato un concentrato di tensione e tatticismo. Per i primi 20 minuti, l'equilibrio è stato totale, un botta e risposta incessante che ha visto le due formazioni viaggiare costantemente sui binari della parità, incapaci di trovare lo strappo decisivo. Poi, verso il ventesimo l'inerzia della gara è cambiata improvvisamente, spostandosi tutta dalla parte dei biancorossi. A rompere gli indugi è stata la "bocca di fuoco" Tomas Bernachea, letteralmente immarcabile, con 7 reti pesantissime nel solo primo tempo, il teramano ha trascinato i suoi, bucando ripetutamente la difesa ospite. Ma se davanti i Lions graffiavano, dietro c’era un muro invalicabile. Il grande protagonista della frazione è stato senza dubbio l'ex di turno, Saman Hajfrej. Con un primo tempo superlativo da 15 parate, il portiere ha abbassato la saracinesca, frustrando ogni tentativo di rimonta dei romagnoli. Grazie a questo binomio perfetto tra attacco e difesa, il Teramo è riuscito ad allungare con prepotenza, chiudendo il primo tempo sul punteggio di 14 a 9. Nonostante il ritorno prepotente del Romagna nelle battute conclusive, la squadra di casa ha dimostrato di aver acquisito quella consapevolezza tattica necessaria per gestire i momenti critici, evitando che il recupero ospite si trasformasse in una beffa clamorosa. Il pubblico di casa ha potuto riabbracciare il pivot Camaioni in versione "gladiatore", la cui precisione dai sei metri è stata fondamentale per scavare il solco del massimo vantaggio. La sua prestazione è lo specchio di un gruppo che sta crescendo collettivamente, dove ogni elemento sembra aver trovato la giusta collocazione nel mosaico tattico dell'allenatore Izzi. Con i due punti messi in cassaforte contro una compagine ostica come quella romagnola, la classifica inizia a sorridere apertamente ai biancorossi. Il rendimento da vertice in questa seconda parte di stagione non è più un caso, ma il frutto di una condizione fisica straripante e di una difesa che, per larghi tratti del match, è apparsa un muro invalicabile. Il cammino è ancora lungo, ma se il Teramo continuerà a esprimere questa qualità di gioco, l'obiettivo di chiudere la stagione nelle posizioni nobili della classifica è ampiamente alla portata. Il fischio finale di 29 a 27 ha sancito non solo una vittoria numerica, ma una vera e propria prova di forza caratteriale.
Non era una partita come le altre, e lo si è capito sin dal primo fischio d’inizio. Quella tra Lions Teramo e Pallamano Romagna è stata la sfida delle ambizioni incrociate: da una parte i padroni di casa, determinati a prendersi con la forza un posto nell’élite del campionato, dall'altra la vicecapolista romagnola, arrivata in Abruzzo con il compito delicatissimo di difendere la piazza che occupa e non vederla compromessa. Il primo atto del match è stato un concentrato di tensione e tatticismo. Per i primi 20 minuti, l'equilibrio è stato totale, un botta e risposta incessante che ha visto le due formazioni viaggiare costantemente sui binari della parità, incapaci di trovare lo strappo decisivo. Poi, verso il ventesimo l'inerzia della gara è cambiata improvvisamente, spostandosi tutta dalla parte dei biancorossi. A rompere gli indugi è stata la "bocca di fuoco" Tomas Bernachea, letteralmente immarcabile, con 7 reti pesantissime nel solo primo tempo, il teramano ha trascinato i suoi, bucando ripetutamente la difesa ospite. Ma se davanti i Lions graffiavano, dietro c’era un muro invalicabile. Il grande protagonista della frazione è stato senza dubbio l'ex di turno, Saman Hajfrej. Con un primo tempo superlativo da 15 parate, il portiere ha abbassato la saracinesca, frustrando ogni tentativo di rimonta dei romagnoli. Grazie a questo binomio perfetto tra attacco e difesa, il Teramo è riuscito ad allungare con prepotenza, chiudendo il primo tempo sul punteggio di 14 a 9. Nonostante il ritorno prepotente del Romagna nelle battute conclusive, la squadra di casa ha dimostrato di aver acquisito quella consapevolezza tattica necessaria per gestire i momenti critici, evitando che il recupero ospite si trasformasse in una beffa clamorosa. Il pubblico di casa ha potuto riabbracciare il pivot Camaioni in versione "gladiatore", la cui precisione dai sei metri è stata fondamentale per scavare il solco del massimo vantaggio. La sua prestazione è lo specchio di un gruppo che sta crescendo collettivamente, dove ogni elemento sembra aver trovato la giusta collocazione nel mosaico tattico dell'allenatore Izzi. Con i due punti messi in cassaforte contro una compagine ostica come quella romagnola, la classifica inizia a sorridere apertamente ai biancorossi. Il rendimento da vertice in questa seconda parte di stagione non è più un caso, ma il frutto di una condizione fisica straripante e di una difesa che, per larghi tratti del match, è apparsa un muro invalicabile. Il cammino è ancora lungo, ma se il Teramo continuerà a esprimere questa qualità di gioco, l'obiettivo di chiudere la stagione nelle posizioni nobili della classifica è ampiamente alla portata. Il fischio finale di 29 a 27 ha sancito non solo una vittoria numerica, ma una vera e propria prova di forza caratteriale.
