Sarà inaugurata venerdì 24 luglio alle ore 18.00, nella suggestiva cornice di Villa Paris, la tredicesima edizione di Art in Act, il progetto culturale promosso dalla Fondazione Cingoli, che anche quest'anno trasforma uno dei luoghi ormai simbolo della cultura abruzzese in uno spazio di incontro tra arte, patrimonio, ricerca e partecipazione.
«Art in Act rappresenta la sintesi della visione culturale della Fondazione Cingoli – sottolinea il direttore artistico Andrea Cingoli – in questa edizione si propone un viaggio nel mosaico, come linguaggio capace di attraversare epoche e culture, mettendo in relazione memoria storica e sperimentazione contemporanea, grandi maestri e giovani artisti».
Uno dei momenti più significativi della rassegna è rappresentato dal Premio GAeM – Giovani Artisti e Mosaico, che da anni costituisce uno dei principali appuntamenti italiani dedicati alla valorizzazione dei nuovi talenti. Attraverso le sezioni riservate agli artisti under 35, il concorso che per questa edizione è stato curato da Sabina Ghinassi e Antonio Rocca, offre una concreta occasione di confronto con il mondo della critica, della curatela e delle istituzioni museali, favorendo la crescita professionale delle nuove generazioni. Le opere selezionate raccontano un mosaico in continua evoluzione, aperto alla contaminazione con nuovi materiali, tecnologie e linguaggi, confermando come questa antichissima tecnica artistica continui a rinnovarsi senza perdere il legame con la propria storia. Il GAeM è oggi una delle espressioni più significative della missione culturale della Fondazione Cingoli: investire sul talento, sostenere la ricerca e costruire il futuro dell'arte musiva. Opere che si suddividono in due sezioni una dedicata al mosaico tradizionale, patrocinata dalla storica fornace Orsoni Venezia 1888; l’altra dedicata ai linguaggi non convenzionali e sperimentali, con il premio intitolato alla memoria di “Nicola Cingoli”.
Cuore dell'edizione 2026 sarà la mostra "Bruno Zenobio. Mosaici in 4D", dedicata a uno dei più autorevoli interpreti del mosaico contemporaneo italiano. L'esposizione propone le opere di un artista che ha saputo emancipare il mosaico dalla sua funzione decorativa, trasformandolo in un linguaggio espressivo autonomo, capace di fondere materia, luce, memoria e sperimentazione. Un percorso che documenta l'evoluzione di una ricerca originale, nella quale convivono la grande tradizione musiva ravennate e una costante tensione verso l'innovazione. In occasione della mostra sarà presentato il catalogo antologico, curato dalla storica dell’arte, Linda Kniffitz, che raccoglie le creazioni più significative dell’artista rosetano, con saggi critici che analizzano tutte le tipologie dei manufatti: dalle grandi commesse per gli edifici sacri, agli interventi per gli spazi urbani e gli edifici pubblici. Una buona parte del catalogo è dedicata alle opere autonome: sculture autoportanti, pannelli musivi, istallazioni; oggi presenti per lo più in Musei, Fondazioni e collezioni private. Una pubblicazione, impreziosita dagli scatti fotografici di Gino Di Paolo, e destinata a diventare uno strumento di riferimento per studiosi, appassionati e collezionisti.
Accanto alla grande retrospettiva trova spazio anche il patrimonio archeologico del territorio, con la documentazione fotografica dei mosaici della domus romana di via Sant'Antonio a Teramo, rinvenuti nel 2023 e presentati grazie alla collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province dell'Aquila e Teramo.
Completa la rassegna la seconda edizione di "Senza Cornice", realizzata dalla Fondazione Piccola Opera Charitas di Giulianova, dove il mosaico diventa strumento di inclusione, crescita personale e partecipazione. Un progetto che testimonia come il processo creativo possa trasformarsi in esperienza di relazione e rigenerazione, esprimendo pienamente il valore sociale dell'arte.
