Ospitiamo le parole del Sindaco di Roseto degli Abruzzi che respinge i toni allarmistici e le strumentalizzazioni politiche sollevate da una parte dell'opposizione in merito all’intervento sull’area dell’ex piccionaia. "Parlare di abbandono per un rifiuto che è stato finalmente analizzato, campionato, con un piano approvato dalla Asl, catalogato, raccolto e confezionato in sicurezza dimostra o una totale malafede politica o una grave amnesia amministrativa. Prima del nostro intervento, quel sito rappresentava una ferita aperta e una vera e propria emergenza igienico-sanitaria tollerata per decenni. Quest’amministrazione comunale, per prima e con grande coraggio politico, ha deciso di investire ben 110 mila euro di fondi pubblici per la bonifica radicale del sito. Il materiale di cui si parla non è "abbandonato", ma è il frutto di un’operazione complessa, regolarmente confezionato in attesa delle ultime procedure logistiche per il trasporto definitivo negli impianti autorizzati. C’è una differenza abissale tra un rifiuto gestito, tracciato e messo in sicurezza secondo le regole sanitarie e una situazione di degrado incontrollato in cui si trovava l’area prima del nostro intervento. Eppure, ci si scandalizza perché l'ultimo passaggio formale richiede i suoi tempi tecnici, dimenticando colpevolmente da dove siamo partiti.
Ospitiamo le parole del Sindaco di Roseto degli Abruzzi che respinge i toni allarmistici e le strumentalizzazioni politiche sollevate da una parte dell'opposizione in merito all’intervento sull’area dell’ex piccionaia. "Parlare di abbandono per un rifiuto che è stato finalmente analizzato, campionato, con un piano approvato dalla Asl, catalogato, raccolto e confezionato in sicurezza dimostra o una totale malafede politica o una grave amnesia amministrativa. Prima del nostro intervento, quel sito rappresentava una ferita aperta e una vera e propria emergenza igienico-sanitaria tollerata per decenni. Quest’amministrazione comunale, per prima e con grande coraggio politico, ha deciso di investire ben 110 mila euro di fondi pubblici per la bonifica radicale del sito. Il materiale di cui si parla non è "abbandonato", ma è il frutto di un’operazione complessa, regolarmente confezionato in attesa delle ultime procedure logistiche per il trasporto definitivo negli impianti autorizzati. C’è una differenza abissale tra un rifiuto gestito, tracciato e messo in sicurezza secondo le regole sanitarie e una situazione di degrado incontrollato in cui si trovava l’area prima del nostro intervento. Eppure, ci si scandalizza perché l'ultimo passaggio formale richiede i suoi tempi tecnici, dimenticando colpevolmente da dove siamo partiti.
