Severine Bord, acutezza d’ingegno e limpidezza di stile.
Sevérine Bord, nostra conoscente di vecchia data, presente anche in una performance estiva di qualche anno fa alla Pineta di Roseto degli Abruzzi (Teramo), sta realizzando un ciclo di eventi che la riguardano, presentando in gallerie e in centri culturali le sue ultime opere che traggono ispirazione in primis dalle nuvole ma anche da soggetti sempre più interessanti.
Il primo evento è alla Galérie Éphémère de Cadillac (Bordeaux – Francia) e porta un titolo singolare “Rêve de Séve”, un titolo, appunto, che è un augurio e che intriga.
Le opere in esposizione attestano la maturità dell’artista, i suoi intenti novatori, la fedeltà assoluta alla tecnica pittorica di altri tempi, una tensione narrativa che indaga l’animo umano senza perdersi nel dedalo della banalità. Il fruitore non può che esserne deliziato.
I tempi odierni domandano coraggio, sacrificio e lavoro. Sevérine Bord cerca di fare comprendere come trovandoci nel mondo si è spesso sviati; condanna la leggerezza del pensare e esalta la bontà che conquista.
I suoi colori sul bleu rasserenano, consolano nelle angustie della vita e dimostrano come non si possa prescindere dai valori morali. Infatti è dall’ignoranza che provengono tutti i mali.
Appare evidente che le opere nella Galleria di Cadillac debbano essere meditate perché esprimono di per sé una condizione esistenziale in via di estinzione, ossia il silenzio. Sommersi dalle parole vane e vacue, non riusciamo neanche più a leggere l’arte come ricerca di Altro, di Assoluto, di verità. Sevérine Bord ci porta all’ordine e addita che il suo restare in silenzio si esprime nelle opere come una significativa osservazione e ascolto del mondo che ci circonda.
