“È forte l’insoddisfazione del SAPPE per la proposta del Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria relativa alla prossima tornata di assegnazioni del personale di Polizia Penitenziaria al termine del 186° corso Agenti. Per la Casa circondariale di Teramo sarebbero previste appena 5 unità, delle quali soltanto 2 uomini. Un numero del tutto insufficiente rispetto alle effettive esigenze operative dell’istituto”.
A denunciarlo è Giuseppe Pallini, segretario provinciale del SAPPE di Teramo, che evidenzia come “l’attuale forza operativa della Polizia Penitenziaria sia di appena 170 unità, a fronte delle 221 previste, con una carenza di 51 operatori. Una situazione che diventa ancora più critica se rapportata alle effettive condizioni dell’istituto, dove sono ristretti mediamente circa 460 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 255 posti”.
“Il personale – prosegue Pallini – è quotidianamente chiamato a fronteggiare un carico di lavoro estremamente elevato, garantendo traduzioni presso i tribunali del Lazio, da dove proviene la quasi totalità dei detenuti, oltre ai numerosi servizi di accompagnamento e vigilanza presso le strutture ospedaliere. A questo si aggiunge l’attività ordinaria necessaria per assicurare l’ordine e la sicurezza all’interno dell’istituto e i servizi di scorta”.
Una situazione che, secondo il SAPPE, si traduce anche in un pesante ricorso al lavoro straordinario. “Sono innumerevoli le ore di straordinario effettuate dal personale per garantire servizi essenziali che, in molti casi, non risultano ancora adeguatamente remunerate. A ciò si aggiunge la mancata liquidazione delle indennità di missione, con un ulteriore aggravio per gli operatori”.
Sulla vicenda interviene anche Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che sottolinea come “la previsione di appena 5 nuove unità per Teramo non rappresenta una risposta alla situazione di grave sofferenza dell’organico. Se queste assegnazioni serviranno semplicemente ad assorbire gli operatori che nel frattempo andranno in pensione, è evidente che non ci sarà alcun effettivo incremento della forza disponibile”.
“Non possiamo continuare a considerare come adeguato un organico che già oggi presenta una carenza di 51 unità, mentre l’istituto registra una presenza media di circa 460 detenuti a fronte di 255 posti regolamentari. La Polizia Penitenziaria sta garantendo con grande senso di responsabilità servizi indispensabili, spesso ricorrendo allo straordinario e affrontando una significativa mobilità legata alle traduzioni e alle visite ospedaliere”.
“Il SAPPE – conclude Capece – chiede quindi che la proposta di assegnazione venga urgentemente rivista e che Teramo riceva un numero di agenti realmente commisurato alle esigenze dell’istituto. Servono rinforzi effettivi, non assegnazioni che si limitino a compensare il personale destinato al pensionamento. Allo stesso tempo, chiediamo che vengano finalmente definite e liquidate le spettanze dovute al personale per il lavoro straordinario e per le missioni. La sicurezza dell’istituto e la dignità professionale dei poliziotti penitenziari non possono essere affidate a una gestione dell’emergenza permanente”.
