Presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'INFN, la Collaborazione CUORE ha celebrato il completamento del proprio programma scientifico con il raggiungimento del traguardo finale previsto per l'esperimento. L’occasione è stata ghiotta per presentare i principali risultati scientifici ottenuti.
Si è raggiunto il risultato dopo le varie iniziative internazionali dedicate alla ricerca del decadimento doppio beta senza neutrini e allo studio delle proprietà fondamentali dei neutrini che hanno coinvolto centinaia di ricercatrici e ricercatori, ingegneri, tecnici e istituzioni di tutto il mondo.
Perciò a ben diritto ha rilasciato la seguente dichiarazione Ezio Previtali, Direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso: “Con il completamento del suo programma scientifico, CUORE lascia in eredità non solo una straordinaria quantità di dati e risultati scientifici, ma anche un patrimonio di tecnologie, competenze e innovazioni che continueranno a essere sviluppate nelle future generazioni di esperimenti criogenici presso i Laboratori sotterranei del Gran Sasso”.
Nel corso della sua attività, infatti, CUORE ha raccolto il più grande campione di dati mai ottenuto con un rivelatore bolometrico di questo tipo, contribuendo in maniera fondamentale alla ricerca internazionale di nuova fisica oltre il Modello Standard. Il traguardo dei 3 ton-year, ossia l’equivalente dell’esposizione di una massa di 3 tonnellate per un anno di cristalli di tellurio (TeO2), costituisce una pietra miliare nella ricerca del decadimento doppio beta senza neutrini, un processo che, se osservato, dimostrerebbe che il neutrino coincide con la propria antiparticella e fornirebbe indicazioni cruciali sull'origine della massa dei neutrini e sull'evoluzione dell'Universo.
Anche la dichiarazione di Carlo Bucci - spokesperson di CUORE va considerata: “CUORE non è stato soltanto un grande successo scientifico, ma ha rappresentato anche una straordinaria impresa tecnologica. Con una massa di circa una tonnellata operante a temperature dell'ordine di pochi millesimi di grado sopra lo zero assoluto, CUORE ha affrontato e superato una delle sfide più impegnative della criogenia moderna: raffreddare e mantenere stabilmente per anni a pochi millikelvin un apparato di queste dimensioni. Si tratta di un risultato che, al momento della progettazione dell'esperimento, appariva estremamente ambizioso e che ha richiesto lo sviluppo di soluzioni innovative nel campo della criogenia e della strumentazione” .
CUORE ha, dunque, dimostrato così la fattibilità di grandi rivelatori criogenici e ha aperto nuove prospettive per le future generazioni di esperimenti dedicati allo studio dei neutrini, della materia oscura e di altri fenomeni rari della fisica fondamentale. Il raggiungimento dei 3 ton-year ha rappresentato così non un punto di arrivo, ma una base solida su cui costruire la prossima frontiera della ricerca astroparticellare
Per ogni altra informazione si rimanda al sito: https://cuoreexperiment.org/
È proprio vero la Collaborazione CUORE, nata dalla passione di ricercatori e esperti nel campo, non poteva avere un nome più adeguato.
Stefania Di Carlo
