Roseto, a Dubai la poesia su Maria Assunta

Oggi scriviamo di un importantissimo evento che si è consumato in terra araba, e precisamente nella città di Dubai. Iniziamo scrivendo che la chiesa cattolica di Dubai ha festeggiato i suoi primi 50 anni negli emirati arabi.
A Natale 2018 si sono registrate le presenze di 100 mila fedeli alla messa di saluto e nella messa settimanale la presenza di oltre 40 mila fedeli. Considerata la più grande parrocchia cattolica della regione. Il nome della chiesa è quello di St. Marys’s Catholic Church of Dubay (Santa Maria Assunta a Dubai.
Profumo di ecumenismo e di universalità religiosa si è diffusa sabato 26 gennaio scorso, nella chiesa di Santa Maria Assunta, a Dubai, con il direttore artistico dell’Associazione culturale “Dal Vesuvio al Gran Sasso”, ing, Davide Persia, temporaneamente preso da un impegno professionale sul luogo, e dal presidente onorario dott. Mario De Bonis. Accolti entrambi da Fr. Lennie J A Connully, direttore della comunità cattolica, i nostri conterranei hanno recitato e illustrato la già famosa “letterina di Natale”, che illuminò ancor più il Concerto del Coro Polifonico “Ars Vocalis” diretto dal Maestro Carmine Leoni, nell’antivigilia di Natale 2018, nell’omonima chiesa di Santa Maria Assunta a , affidata alle premurose cure di don Pietro Cappelli.
Non sono mancati momenti affettuosi e consensi oltre a commoventi condivisioni per la preghiera che è stata significante completata nel titolo “The Mother of all the Mothers in the world” (la mamma di tutte le mamme del mondo).
Documento di profonda ispirazione spirituale che certamente continuerà ad essere sempre più diffuso grazie alla sua valenza filosofica e religiosa, in un particolare momento storico caratterizzato dalla affannosa prospettiva di incontro e di riunione di tutte le religioni del mondo.
La bella immagine (nella foto) della chiesa cattolica in Dubai, guarda caso, ritrae la meravigliosa statua della Santa Vergine in una grotta infiorata a ridosso di una moschea. L’evento di Dubai porta quindi nuova e maggiore luce alla costante esigenza di una apertura al dialogo tra i popoli, con il reciproco rispetto delle credenze religiose, in un mondo che è sempre più assetato di pace e amore, nell’ansiosa ricerca di un comune denominatore in materia di fede.
La visita in terra araba del dott Mario de bonus rafforza il legame tra la terra abruzzese e l’intero mondo. In particolare la Madonna dell’Assunta di Roseto degli Abruzzi si è ritrovata proiettata in terra musulmana dove ha incontrato la chiesa dell’Assunta, e proprio in quel luogo sacro Mario ha recitato la sua poesia scritta appunto per maria Assunta.
Vogliamo segnalare, inoltre, che accogliendo l’invito del principe ereditario di Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti, sua altezza lo sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan, Papa Francesco visiterà gli Emirati Arabi Uniti dal 3 al 5 febbraio prossimi in occasione dell’incontro interreligioso sulla “Fratellanza umana” nella settimana mondiale dell’armonia fra le fedi, voluta dalle Nazioni Unite nel 2010.
 Aggiungiamo che papa Francesco sarà il primo Pontefice a mettere piede nello stato del Golfo persico, Penisola arabica, la culla dell’Islam, sottolineando che il dialogo tra religioni rappresenta un cardine dell’agenda del pontificato. Paradossalmente, nel momento in cui il dicastero vaticano preposto a tale scopo è vacante da molti mesi (il cardinale Jean-Louis Tauran, morto all’inizio di luglio, non è stato ancora sostituito), si intensifica la “diplomazia pastorale” del Papa verso la complessa realtà islamica.
Il logo della visita è una colomba bianca con un ramoscello d’ulivo e i colori del Vaticano e degli Emirati. Come motto del viaggio, il Papa ha scelto un verso della “preghiera semplice” di Francesco d’Assisi, il santo del quale ha preso il nome: “Fa’ di me uno strumento della tua pace”. la missione di Francesco negli Emirati sarà fondamentale anche per un altro aspetto: il Papa celebrerà la messa per la piccola comunità cattolica locale.
L’emirato da anni favorisce il dialogo, anche se la conversione al cristianesimo è considerato reato d’apostasia punibile con la morte. La presenza del Pontefice, forse, potrebbe inaugurare un nuovo capitolo nella libertà della minoranza cristiana. Consentendole, magari, di potere esibire la croce all’esterno delle chiese.
 Il direttore luciano Di Giulio