San Valentino, ANPI ricorda Emidio Cesarone

San Valentino Abruzzo Citeriore

San Valentino () l’omaggio a Emidio Cesarone, fucilato dai fascisti a Sanremo il 5 marzo 1945.
Il figlio Carmelo “Con la spiata di due traditori presero mio padre e mio nonno, li torturarono e li uccisero insieme ad altri 10 eroi della Resistenza”

“Presero prima mio nonno materno, poi mio padre. Mio nonno era un maresciallo dell’esercito, ed era un bravissimo radio telegrafista. Mio padre Emidio era anche lui nell’esercito, da sergente: erano di un corpo chiamato guardie di frontiera. Insomma, mio padre era uno importante nella zona di Arma di Taggia in quanto era nel servizio informazioni della Resistenza.

Ogni tanto dal mare affiorava un sommergibile alleato e lui scambiava informazioni e riceveva informazioni chessò sui lanci che gli alleati avrebbero effettuato sulle Alpi Marittime.

Beh, fu una spiata: due traditori infiltrati si vendettero mio padre e mio nonno assieme ad altri 10 partigiani. I fascisti vennero a casa di mio nonno materno, Carmelo Genova, il maresciallo, e lo arrestarono, e per fortuna non trovarono la radiotrasmittente se no eravamo morti tutti. Io avevo appena due anni, e ho ricordi così lontani e dolorosi. Mio padre Emidio non c’era e si precipitò poi a casa quando seppe che i fascisti avevano preso in ostaggio la moglie, mia madre, che ha 93 anni e che è ancora viva.

Fu arrestato il 18 febbraio 1945. Entrambi furono torturati. Il processo farsa li condannò a morte assieme agli altri 10 partigiani. Per ironia del caso con loro furono giustiziati anche i due spioni: i fascisti li avevano pagati 5 mila lire, capito? 5 mila lire per la vita di 12 persone. Ma li fucilarono assieme a loro forse perché non si fidavano di quegli spioni. Dicono che quando fucilarono i due spioni dalle loro tasche prelevarono il rotolo con le 5 mila lire.

Il 5 marzo 1945 ho così perso mio padre e mio nonno. Io Mi chiamo come mio nonno Carmelo, e di cognome faccio Cesarone, come mio padre. Sono nato il 21 dicembre 1942. Mio padre era nato il 24 gennaio 1915 a S.Valentino. E a S.Valentino c’è una piazza a lui dedicata”

Carmelo Federico Cesarone è il figlio del partigiano abruzzese Emidio detto Anguilla fucilato nel giardino del Castello Devachan. Con lui caddero Riccardo Scarpari, Francesco Foca, Francesco Bergonzo, Renato Dardanelli, Luigi Anfossi, Enrico Poggi, Antonio Palmissano, Guido Bendinelli, Francesco Lanteri, Secondo Lanteri, Beniamino Miliani, con Carmelo Genova, detto Radio.

I loro corpi vennero portati poi con il camion della spazzatura al cimitero e infine riconsegnati ai familiari

Domattina l’Anpi Provinciale di Pescara-Ettore Troilo e la sezione ValPescara renderanno omaggio alle ore 11,00 in piazza Emidio Cesarone a S.Valentino in Abruzzo Citeriore al sacrificio del partigiano abruzzese caduto in Liguria per una patria migliore.

Di Luciano Di Giulio

Direttore responsabile di questa testata, esperto musicale e veterano giornalista della provincia di Teramo. Iscritto dal lontano 1992, all'Albo dei Giornalisti d'Abruzzo, nell'elenco dei pubblicisti. Ha diretto diversi progetti editoriali e ha partecipato alla realizzazione di diverse pubblicazioni librarie.