22 Aprile 2024

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Roseto, raccolte 800 firme contro tracciato ciclabile Roseto-Voltarrosto

pista ciclabile

“Il tracciato della ciclabile che collega a Voltarrosto sulla tratta in salita” esordisce Berardina Prosperi presidente del comitato “Tutti su via Piave”, “ci farebbe buttare via 130.000 euro di finanziamenti pubblici, creando, con semplici strisce colorate tanti disagi a tutti cittadini ed in particolare ai residenti della zona.

Al primo incontro, richiesto dal comitato, il sindaco non si è presentato mentre al termine del secondo, nonostante le promesse di riceverci entro dieci giorni, ad oggi (a quasi un mese) siamo ancora in attesa di essere ricontattati.
Assistiamo, di contro, a continue dichiarazioni sulla stampa e interviste confezionate per sviare la problematica su aspetti che non ci riguardano come l'essere stati manipolati dall'opposizione.

Il comitato ha evidenziato una serie di criticità che comporterebbero seri problemi come ad esempio carreggiate anguste, pendenze per i ciclisti al limite della capacità umana, difficoltà ed impossibilità di sostare innanzi alle proprie abitazioni e attività commerciali, oltre che ai pericoli indotti dall'elevato traffico dei veicoli (mezzi pesanti e pubblici); tutto quanto riscontrato durante la “biciclettata” del 3 Novembre.

In questi giorni anziché ascoltare noi cittadini e cambiare il percorso della ciclabile, leggiamo che il primo cittadino e i suoi consiglieri accusano il Comitato di essere restio al cambiamento e di stare con le opposizioni.
Il comitato dice basta alle prese in giro, l'Amministrazione deve dare una risposta concreta alle criticità segnalate; abbiamo raccolto oltre 800 firme insieme ai cittadini di Campo a Mare, Santa Petronilla, Via Manzoni, Viale Mezzopreti ed altre zone limitrofe interessate da un vero e proprio sconvolgimento della viabilità.
Siamo 800 Nomi e Cognomi con il diritto di vivere assieme alle proprie famiglie in una Roseto “sostenibile”.

Non si può lamentare il Sindaco se abbiamo coinvolto tutte le forze politiche vista la sua latitanza, sappia, conclude Prosperi, “che in queste zone a sud di Roseto ci abita gente che non ha bisogno di contentini ma di una città vivibile e non si permetta nessuno di dire che siamo restii al cambiamento perché siamo i primi a volerlo purché sia accettabile e sostenibile e anche partecipato”.

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