25 Giugno 2024
Cronaca Abruzzo

Abruzzo, il coronavirus fa calare consumo arrosticini

arrosticino

L’arrosticino è e rimane uno degli emblemi della gastronomia d’Abruzzo conosciuto nel mondo.

Milioni di stecchi consumati ogni giorno ovunque.

Ma un giorno arrivò il coronavirus che diede una mazzata mortale anche agli arrosticini.

Questo si profila ormai da quando pub, ristoranti, rosticcerie vuote dai clienti che hanno fatto tracollare la vendita del rinomato e buono “rustell”

Consumi crollati del 90%, leggiamo nei vari blog degli appassionati

Un fornitore abruzzese ha scritto “dai 25 mila arrosticini dell’ultimo weekend sono passato a 3 chiamate al giorno.
Avevo 100 pecore da macellare, 50 mila arrosticini, ho preso e ho congelato tutto, sperando in meglio”.

Questa la voce di una delle aziende che lavora a mano l’arrosticino nel pescarese ed è sconsolato con i suoi 15 dipendenti tutti fermi.

Il blocco mette a rischio migliaia di lavoratori dei vari settori, centinaia di migliaia di pecore trattate e tantissime di importazione.

C’è poi il problema dell’approvvigionamento: “La Francia ha chiuso le spedizioni, così come l’Irlanda e la Spagna; quindi in futuro non si troverà merce e pecore”, questo quanto letto in una intervista da parte di una azienda del settore.

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