Coronavirus, scoperto nuovo ceppo in Europa

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Un nuovo studio americano, riportato dal Los Angeles Times, è stato pubblicato la scorsa settimana su BioRxiv, un noto e prestigioso portale utilizzato dai ricercatori per condividere il proprio lavoro prima che venga sottoposto a revisione paritaria.


E’ stato scoperto che un nuovo ceppo mutato di coronavirus apparso a febbraio in e migrato rapidamente verso la costa orientale degli Stati Uniti.
Questo nuovo ceppo è ancora attivo e dominante in tutto il mondo, almeno da marzo.
Il COVID-19 mutato sembra essere più aggressivo e contagioso rispetto a quello che si è diffuso dalla Cina all’inizio della pandemia. Proprio per questo, gli scienziati americani hanno lanciato l’allarme perché, oltre a diffondersi più velocemente, potrebbe rendere le persone vulnerabili a un secondo contagio dopo un primo attacco del virus.
Questo rapporto si è basato su un’analisi computazionale di oltre 6 mila sequenze di COVID-19 in tutto il mondo, raccolte dalla Global Initiative for Sharing All Influenza Data, un’organizzazione pubblico-privata tedesca.
Il gruppo di ricerca di Los Alamos (quello appunto americano) ha individuato 14 mutazioni del virus. Lo studio non riferisce se il nuovo ceppo è più letale di quello originario. I pazienti sembrano avere cariche virali più elevate.

Di Luciano Di Giulio

Direttore responsabile di questa testata, esperto musicale e veterano giornalista della provincia di Teramo. Iscritto dal lontano 1992, all'Albo dei Giornalisti d'Abruzzo, nell'elenco dei pubblicisti. Ha diretto diversi progetti editoriali e ha partecipato alla realizzazione di diverse pubblicazioni librarie.