Teramo, conferenza corso biotecnologie

biotecnologie

Per la prima volta sarà un evento online a livello nazionale a presentare alle future matricole i percorsi di laurea e il mondo del lavoro nel settore Biotech. Un settore ricco di potenzialità e che sta svolgendo un ruolo di primo piano anche durante l’emergenza Covid-19.

L’evento, che si chiama Biotecnologie? Perché sì!, si terrà domani, venerdì 29 maggio dalle ore 15.00 alle 17.00, in modalità telematica tramite la piattaforma Cisco Webex, ed è rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado dell’intero territorio nazionale.
L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra ANBI (Associazione Nazionale Biotecnologi Italiani), Assobiotec (Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie, che fa parte di Federchimica) e Conferenza nazionale permanente dei Corsi di Studio in Biotecnologie ed è promossa anche dall’Università di Teramo che conta ben tre percorsi formativi sulle biotecnologie.
«L’Università di Teramo – spiega Natalia Battista, presidente del Corso di laurea in Biotecnologie – contribuisce attivamente alla formazione dei biotecnologi, offrendo un Corso di laurea di primo livello, a numero aperto, in Biotecnologie e due Corsi di laurea di secondo livello in Biotecnologie mediche, veterinarie, farmaceutiche: quello in Reproductive Biotechnologies, erogato in lingua inglese e unico nel centro-sud, e uno di nuova attivazione in Biotecnologie avanzate.
L’Università degli Studi di Teramo aderisce all’iniziativa, che si svolgerà in videoconferenza e offrirà una panoramica sull’offerta formativa nell’ambito delle biotecnologie, sugli sbocchi professionali e sul mondo dell’impresa biotech in Italia».
«In questi drammatici mesi dell’emergenza COVID 19 – commenta Riccardo Palmisano, Presidente Assobiotec – le biotecnologie hanno mostrato il contributo determinante e globale non solo nella risposta alla pandemia, dalla sequenziazione del genoma alla diagnostica, dai vaccini alla ricerca di terapie antivirali, ma anche per la ripartenza sostenibile del pianeta e in particolare per il rilancio dell’economia del Paese messa in ginocchio dal lockdown.
Il biotech è motore strategico sia per le Scienze della Vita, che valgono oltre del 10% del PIL nazionale, sia per la Bioeconomia, che anch’essa supera nel suo complesso il 10% del PIL nazionale. Secondo le stime dell’OCSE nel 2030 le biotecnologie avranno un peso enorme nell’economia mondiale: saranno biotech l’80% dei prodotti farmaceutici, il 50% dei prodotti agricoli, il 35% dei prodotti chimici e industriali, incidendo complessivamente per il 2.7% del PIL globale. Decisamente un settore su cui un Paese come l’Italia deve puntare, non perdendo altro tempo per non accumulare ulteriore ritardo rispetto ai Paesi concorrenti».

Luciano Di Giulio

Luciano Di Giulio

Direttore responsabile di questa testata, esperto musicale e veterano giornalista della provincia di Teramo. Iscritto dal lontano 1992, all'Albo dei Giornalisti d'Abruzzo, nell'elenco dei pubblicisti. Ha diretto diversi progetti editoriali e ha partecipato alla realizzazione di diverse pubblicazioni librarie.

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