buon natale

Era la metà degli anni 70 quando cominciai con gli editoriali di fine anno. Inizialmente con il countdown in discoteca, poi con la radio, successivamente con i giornali, e poi ancora con la televisione, e fino a oggi con periodici settimanali, quindicinali, mensili e ultimamente via web.
Ebbene in questi quasi 50 anni di attività pubblicistica non ricordo un periodo delle feste natalizie, con capodanno e epifania simile a quello che stiamo attraversando in questo 2020.
Un periodo dove con cognizione di causa, (ho diretto un’attività per oltre 35 anni), posso affermare che è il periodo più bello dell’anno. Persone contente. tredicesime in tasca, acquisti, regali, vetrine illuminate e traffico nelle vie, con tanti saluti, tanti auguri, tanti abbracci, tanti viaggi, ditte che consegnavano ai dipendenti un panettone e una bottiglia di spumante a testa, insomma di tutto e di più. Da sempre tanti acquisti, scarpe nuove, vestiti nuovi, la messa di mezzanotte nel Natale, la bottiglia da stappare a capodanno, il bacio della mezzanotte e ancora la calza della befana, con ancora regali e carbone.
Dopo le vacanze di Natale, almeno, si tornava al lavoro contenti, si tornava a scuola con più grinta, si ripartiva anche con una carica e una marcia in più. e spesso si diventava più buoni e tolleranti.
Questo fino allo scorso anno.
Ma l’anno 2020 ci sta cambiando la vita e le nostre abitudini.
Andiamo con ordine e cominciamo da inizio anno, quando a febbraio arriva la prima avvisaglia di un virus.
Anzi di una nuova, malvagia, invisibile, e inattesa maledizione che ci stava avvolgendo.
Il primo lockdown, tutti chiusi in casa, ci dicevamo e ci dicevano “Andrà tutto bene”.
Poi l’estate, si cominciava a ri-vivere.
Dopo la brutta esperienza vissuta nella scorsa primavera, nessuno credeva o almeno sperava di nuovo in un autunno con lockdown generalizzato.
Ma i fatti ci stanno dimostrando il contrario.
Abbiamo conosciuto il DPCM, una sorta di legge dettata dal presidente del consiglio, che vale per un periodo e che ci obbliga a rispettare le norme per evitare multe e sanzioni. Intanto i negozi sono vuoti, le vetrine sono buie, (quelle poche rimaste aperte) il traffico è inesistente, la messa di mezzanotte è vietata, il cenone è vietato, salutare e abbracciare amici e parenti sono vietati, i viaggi sono vietati, i regali sono pochi, anzi, siamo chiusi a casa, con negozi chiusi e in zona rossa fino al 6 gennaio.
E poi?
Che cosa non ha funzionato?
Quale sarà adesso il nostro prossimo futuro?
Chi non aveva il posto di lavoro con questo ulteriore lockdown riuscirà adesso a trovarne uno?
Le aziende che non hanno incassato daranno forfait?
I lavoratori autonomi riusciranno a pagare fornitori e tasse?
L’Istat ci ha già detto che sono tanti gli italiani che sono scesi nel gradino della povertà.
Chi ha un posto fisso ha indetto lo sciopero perchè non riesce ad arrivare fine mese.
L’unica cosa certa sono le tasse.
Quelle sono rimaste invariate Imu, Tari, 730, F24 e via cantando…
A noi non resta che continuare a sopportare e quando non si riuscirà più a vivere con queste regole nulla si potrà fare.
Mentre una volta qualcuno diceva vado a vivere all’estero, vado via da questa citta, da questa regione, dall’Italia, oggi non potrà dire nemmeno questo.
Il covid-19 è una pandemia mondiale e non ci sono ne isole e ne luoghi certi e sicuri che possa metterci al riparo da un coronavirus che agisce subdolamente in ogni luogo.
Ci rimane la speranza. quella si è l’ultima a morire, e con questa speranza che andiamo avanti.
Aggrappiamoci e crediamoci alla speranza perchè è un modo per restare con i piedi sulla terra.
Se prima si diceva “andrà tutto bene” oggi quello che dobbiamo dire è “speriamo che passi”.
Abbiamo superato due guerre mondiali e ci siamo rimessi in carreggiata.
Siamo caduti e ci siamo rialzati mille volte.
Ce la faremo anche questa volta, e alla fine sarà solo un brutto ricordo, da lasciare ai posteri.
A me, dopo questo riepilogo di un anno da dimenticare, non resta altro che augurare che nelle vostre case ritorni l’armonia, e la voglia di ritrovare un sorriso.
A tutti i nostri lettori un prosperoso e felice anno nuovo.
Grazie per aver trascorso un altro anno insieme, con le nostre iniziative e con i nostri continui lanci di notizie giornaliere.
Vi auguro a nome mio e da tutta la redazione un grande in bocca al lupo per l’anno 2021.

Il direttore
Luciano Di Giulio

Luciano Di Giulio

Luciano Di Giulio

Direttore responsabile di questa testata, esperto musicale e veterano giornalista della provincia di Teramo. Iscritto dal lontano 1992, all'Albo dei Giornalisti d'Abruzzo, nell'elenco dei pubblicisti. Ha diretto diversi progetti editoriali e ha partecipato alla realizzazione di diverse pubblicazioni librarie.