17 Aprile 2024

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L’Aquila, sindaco proposto dal rinascente M5S aquilano

Non è scattato ancora il “buio elettorale” ed è lecito fare qualche riflessione sul futuro Sindaco al Comune dell’Aquila.
L’ultima novità giunge dal M5S locale. Si pensava che fosse scomparso dopo che, nella precedente tornata elettorale, gli elettori si dimenticarono di votare l’avv. Corti, l’uomo delle battaglie in difesa dei cittadini più bistrattati dalla politica e dagli amministratori nell’ultimo ventennio.
Il “socialista” ritenne di dare il proprio contribuito nel M5S. Dopo il risultato elettorale si mise umilmente da parte, restando a guardare il futuro, pur senza rinunciare alla chiamata di qualche cittadino o ente in cercare di una giusta amministrazione difronte al proliferare della nuova casta locale.
La penultima giunta comunale sembrava che volesse imboccare la via della bella-politica nella ricostruzione del dopo sisma e sulle opportunità culturali (civili e religiose) nel capoluogo. Venne anche richiamato dalla pensione un magistrato affinché tutto filasse liscio e in regola nel fare amministrativo.
L’uomo della legge preferì rimanere a guardare nella vicenda del trasferimento (in verità un furto annunciato) della Corte d’Appello da L’Aquila a Pescara. Forse sul suo tavolo non venne neppure mai depositata la lettera di un noto avvocato di Spoleto che, a nome del Circolo Culturale Spazio Arte, segnalava, con lettera raccomandata (rimasta ignorata), che qualcosa accadeva nel Comitato Perdonanza.
La politica nell’ultima vicenda amministrativa, benché passata nelle mani di altri conquistatori, giunta dalle famiglie dei paesi limitrofi o delle frazioni della città, è stata assordante sul piano musicale, da aver distolta l’attenzione sulla giusta ricostruzione; così nella frazione di Pettino, nel Consorzio 201, è stato penalizzato anche un giornalista, abituato a mettere a disposizione la penna e la carta stampata, senza remora alcuna.
Le tornate elettorali nella prossima scadenza sollecitano i rappresentanti del governo centrale e della periferia a pavoneggiare sui social, nelle TV locali, sulla carta stampata.
Questo con lunghi notiziari sulle vite dei numerosi nuovi cari estinti; specie sulle vite rabbuiata dal covid che non dà tregua.
Ora, però, 25 gennaio 2022, viene diffusa la notizia che un nuovo avvocato ha accettato una candidatura a primo cittadino dell’Aquila eletto con il M5S locale.
È un aquilano. È l’avv. Fabrizio Marinelli che ha nella sua formazione professionale, la lezione giuridica ed umana del padre, ugualmente avvocato (Ndr. Manlio, una presenza anche nelle giornate dei “Moti ’71); poi divenuto Professore ordinario di Diritto privato presso l’Università degli Studi dell’Aquila e Presidente della Deputazione abruzzese di Storia Patria.

L’Aquila, nella foto si riconosce, al centro, l’avvocato Manlio Marinelli


Mi sovvien…
Avevo conosciuto l’avv. Manlio Marinelli negli anni Sessanta. Uscivo dalla Redazione aquilana del quotidiano “Il Tempo” e capitava di incontrare lui, con l’avv. Alfonso Cerulli, seduti nel Bar Centofanti, all’inizio dei portici verso Piazza Duomo, in Via Tre Marie. Venivo invitato a sedermi.
L’avv. Cerulli mi mostrava le sue nuove ‘caricature’. Era stato contagiato dagli schizzi che pubblicavo sul giornale.
Lui era diventato davvero un ottimo ritrattista. Coglieva bene i caratteri dei colleghi del foro aquilano, dei politici importanti, dei personaggi in città.
Ovviamente, nel corso della sosta si gustava anche un buon caffè.
L’ultimo incontro con l’avv. Fabrizio avvenne per caso, nel porticato accanto alla farmacia comunale, dirimpetto al Palazzo Silone, sede della Giunta Regionale. Avvenne nel 2015 o forse l’anno dopo. Due vecchie conoscenze si incontravano. Il tempo di un saluto e nulla più.
Negli ultimi mesi l’ho potuto fortuitamente rivederlo su qualche social quando era si doveva nominare il Commissario per l’Accademia di BB.AA. dell’Aquila.
Ci fu qualche polemica sui social ma alla fine tra rinuncia e accettazioni la nomina venne fatta all’ex Direttore della Carispaq, il dott. Rinaldo Tordera.
Ebbi modo di seguire, ma per caso, la sua chiacchierata con Valter Capezzali su l’AQ Tv di Luca Bergamotto condivisa, almeno nell’apparenza, con TV Uno.
L’argomento incentrato sulla storia e presente della Deputazione Abruzzese di Storia Patria.
Oggi, 25 gennaio 2022, come già detto, dal ricostituito M5S a L’Aquila l’annuncio: l’avv. Fabrizio Marinelli ha accettato di essere il proprio candidato Sindaco alle elezioni comunali alla porta.
Che sia il benvenuto viene da dire pensando ai politici e agli amministratori che negli ultimi anni hanno fatto cassa per se stessi, o per quanti si sono rigenerati dal vecchio, anche per le simpatie dai nuovi occasionali partiti.
Nella sua lunga storia della città dell’Aquila è stato più volte saccheggiata. Si ricorda ancora l’assedio e la presa dai francesi.
Molte statuine che adornavano la Porta maggiore della Basilica di Collemaggio presero il volo e se n’è perse traccia.
Non servono allora nuovi improvvisati mercenari! Non servono i medici della/nella politica. Non servono ragionieri, commercianti, insegnanti, ingegneri, professori che possono aver maturato il titolo in qualche università magari con il ‘prosciutto’ consegnato furtivamente da papà o magari esibendo un documento di Montecitorio o di Palazzo Madama.
Si potrebbe ricordare che, stranamente, in qualche università nascente vi fu un’eccezionale corsa all’iscrizioni. Non servono i professionisti della politica.
Non servono i ricostruttori nei post-terremoti che abbattono il passato per fare nuova cassa con progetti e opere alternative fors’anche non necessarie.
Sul tanto acclamato nuovo ponte Belvedere sarà la storia a svelarne la sua necessità o la possibile sopravvivenza con un intervento sull’esistente.
Tutti a casa gli eletti dopo due mandati nel Governo dello Stato centrale, regionale o comunali.
È giusto che la città abbia una guida che conosca, sia nato o che abbia una lunga residenza nel territorio; un Sindaco che, sorretto da un vero consiglio democratico, sia garante dei diritti del singolo senza discriminazioni nella comunità amministrata.

Emidio Di Carlo,
critico d’arte

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