Desio, convegno di studi “Pio XI e il suo tempo”


Convegno a Desio 2026: Pio XI, il papa dalle mille sfaccettature che non cessa di far parlare di sé.

Anche quest’anno a Desio, nella Sala Stendhal della Villa Cusani Traversi Tittoni, si è tenuto il convegno di studi Pio XI e il suo tempo”, XIV edizione, nel centenario del primo Giubileo del 1925 indetto da Achille Ratti-Papa Pio XI, promosso dal Centro Studi Pio XI in collaborazione con il Banco di Desio.

Dopo i saluti del Sindaco di Desio, Sig. Carlo Moscatelli si sono susseguite le relazioni di mons. Ennio Apeciti, Antonio Cantamesse, don Umberto Dell'Orto, Sergio Ubbiali, Davide Andreani, Edoardo Bressan, Franco Cajani, Stefania Di Carlo, Valerio Lazzerini, Giorgio Vecchio, Paolo Alfieri, Ferdinando Crovetto, Francesco Ferrari, Giorgio Greco, Enrico Mariani, Fabrizio Pagani, Leonardo Pilard, Samuele Pinna e Federica Favero, Domenico Rocciolo, Vittorio Alessandro Sironi, Paolo Valvo. A chiusura S.E. Monsignor Gian Carlo Perego, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio e Abate di Pomposa, ha trattato il tema “Una pace disarmata e disarmante: da Pio XI a Leone XIV”. 

Il Sindaco di Desio, Carlo Moscatelli, ha tenuto a precisare che “il convegno nasce nel XX° anno di attività del CISD Pio XI, in coincidenza con le Olimpiadi di Milano-Cortina; non si tratta di mera memoria storica ma implica responsabilità; il tempo di Pio XI  è in dialogo con il presente; il suo fu un messaggio di pace; pace da intendersi non come assenza di guerra ma fondata su giustizia, rispetto e dialogo tra popoli”.


Il Presidente del CISD Pio XI, Prof. Franco Cajani, e don Mauro Barlassina, moderatore, hanno presentato Achille Ratti come “uomo di scienza che univa il pragmatismo dei brianzoli”, “la sua azione educativa, l’armonia perorata tra fede e ragione, intelligenza, scienza e religione”.

Don Ennio Apecitti ha evidenziato la rilevanza delle tre encicliche del 1937 tra cui la “Mit brennender Sorge”, i 143 articoli, le considerazioni di Pio XI sul razzismo considerato nuova eresia.

Antonio Cantamesse ha segnalato “l’azione energica di Papa Ratti, la sua devozione alla Madonna del Rosario, avvocata e mediatrice”. Ha affermato che “nei momenti bui dell’atrocità della guerra il Santo Padre si affidava al suo Angelo, alle creature celesti”; quindi ha ricordato tratti fondamentali dio Pio XI secondo cui “l’attenzione alla prudenza non deve mai mancare come l’insistenza alla preghiera, anche se l’aiuto di Dio si fa desiderare; infatti la preghiera è non solo di richiesta ma anche di adorazione”.

Don Umberto Dell’Orto, richiamandosi all’Anno Santo 1925, e al concorso di giovani ha indicato con numeri la grande partecipazione e non solo dell’Azione Cattolica.

Sergio Ubbiali ha ripercorso la vita di Achille Ratti prima di diventare pontefice, evidenziando incontri con teologi di spessore “come Alfredo Ildefonso Schuster”, “con l’Istituto Religiose del Cenacolo cui raccomandò il radicamento teologico delle religiosità e ascesa cristiana”, “l’importanza del culto dello Spirito Santo, eucaristico, del Sacro Cuore, mariano e di San Giuseppe”. Si è poi soffermato sul “convincimento contro la questione modernista”, “sulle grandi innovazioni di Papa Pio XI (Pontificia Accademia delle Scienze che rilascia la medaglia d’oro Pio XI, Università cattolica), sul suo appoggiarsi ai Gesuiti nel corso del pontificato”.

Davide Andreani ha condotto uno studio accurato sui quadernetti di Achille Ratti, tutti in bella copia, afferenti agli studi romani di diritto canonico e di letteratura cristiana. Ritrovati nella Biblioteca Ambrosiana, definendoli “uno scorcio significativo della sua cultura”.


Stefania Di Carlo ha fatto la storia della Fonderia Pontificia Marinelli di Agnone, indicando nella concessione da parte di Pio XI alla ditta molisana un riconoscimento per il lavoro al Santuario di Pompei. La studiosa ha presentato anche le realizzazioni dei Marinelli nel mondo, i rapporti con svariati cardinali (Tisserant, Ruini, Fisichella, Antonelli), di pontefici (Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Francesco, Leone XIV).

Edoardo Bressan ha indagato la figura di Luigi Giussani e la sua avversione ai totalitarismi nonché l’importanza di “Comunità e Liberazione”.

Valerio Lazzerini ha sottolineato il percorso burrascoso di don Ernesto Buonaiuti e i suoi rapporti con Achille Ratti. Ha evidenziato “la prima scomunica del 1921 tolta dal cardinale Gasparri, la seconda del 1924, il 1925 in cui Buonaiuti depose l’abito ecclesiastico, il 1926 ovvero l’anno della scomunica maggiore, Buonaiuti che non lascia la cattedra universitaria”; insomma il percorso di un sacerdote in un momento difficile della storia in cui vennero firmati i Patti Lateranensi.

Giorgio Vecchio, trattando della “Casta connubi”, ha indicato lo scandalo del “matrimonio bulgaro” che vide Pio XI prendere posizione di fronte allo sposalizio celebrato a Assisi tra re Boris III (ortodosso) e Giovanna di Savoia (cattolica), seguito da cerimonia ortodossa a Sofia. A quel tempo il Visitatore Apostolico a Sofia era Angelo Roncalli, futuro Giovanni XXIII. Lo studioso ha fatto riferimento anche alla “Arcanum Divinae” di Papa Leone XIII.

A chiusura del convegno S. E. Mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e abate di Pomposa ha trattato “Una pace disarmata e disarmante da Pio XI a Leone XIV”.


“Già con il Giubileo 1925 Pio XI si espresse per pace e unità; l’aveva già invocata nel 1922 in un discorso ai vescovi, aveva chiesto anche una pace sociale; con la “Ubi arcano” disse che nel tempo delle miserie e dei timori, occorresse pacificare i cuori; nel 1926 nel VII centenario di san Francesco, nel 1931 e 1933 ritornò sull’argomento. Pio XII, dopo di lui, affermò che nulla è perduto con la pace, tutto può esserlo con la guerra. Giovanni XIII enucleò il suo pensiero con la “Pacem in terris”, dichiarando che la pace deve guidare al dialogo tra i popoli, la guerra non è strumento di giustizia. Paolo VI con la “Populorum Progressio” in cui coniuga pace e sviluppo e il suo celebre “Discorso all’ONU” disse che “se volete essere fratelli, lasciate andare le armi, occorre ridurre gli armamenti per darle ai paesi in sviluppo”, aprì la strada alle considerazioni dei pontefici successivi. Papa Giovanni Paolo II si espresse, difatti, per il disarmo perché in una guerra nucleare non ci sarebbero né vinti né vincitori. Papa Francesco ha parlato di pace dei cuori sia nella “Laudato si’” che in “Dilexit amor”. Infine, Papa Leone XVI ha evidenziato una logica che va al di là della legittima difesa, gli interessi economici di privati nelle guerre, la ricerca necessaria della  pace”.

A coronamento dell’evento è stato possibile visitare una splendida esposizione con foto e oggetti di e su Pio XI dalla nascita sino alla morte, con riferimenti anche a personaggi importanti che l’hanno conosciuto o che il Santo Padre ha promosso in quei tanti lavori che hanno contributo a modernizzare lo Stato Vaticano. Nato dal progetto di Francesco Tagliabue si conclude anche con un ologramma del Papa che si rivolge ai visitatori tratteggiando la sua “parabola” in terra; insomma in uno straordinario viaggio immersivo.  Non a caso il card. Giovanni Colombo segnalò Achille Ratti “non un astratto ricercatore di polverose biblioteche, d’un tratto rivelatosi un uomo organizzatore e realizzatore” ma anche come “il pastore che cerca null’altro che la salvezza del gregge”. Straordinario per il fruitore è sfogliare il libro digitale che racchiude una parte della vita del Papa e leggere la frase a apertura mostra “La pace di Dio sorpassa ogni intelligenza”.



Claudia Placidi