Nel mentre a Roma, è in corso la mostra “Il tesoro dei faraoni”
alle Scuderie del Quirinale, ecco un focus sul GEM (Grand Egyptian
Museum).
La
struttura è in muratura con una facciata in alabastro. Una piramide
in vetro, simile a quella del Louvre, immette il visitatore.
L’interno è grandioso. Nella hall campeggia la statua del faraone
Ramses II in granito trovata a Menphis dall’italiano Giovanni
Battista Caviglia. Segue una lunga scalinata ove si stagliano statue
di altri faraoni (tra cui quelle di Tolomeo II e Arsinoe II), ma si
può anche prendere una scala mobile.
La scalinata conduce a una vetrata donde sono
visibili le tre piramidi di Giza ovvero quelle di Cheope, Chefren e
Micerino. Segue un lungo corridoio ove sono situate boutique, bar,
ristoranti. La scalinata porta nella parte alta, a dodici
sale in cui sono state ricostruite la prima barca solare di Cheope
(una seconda è in corso), sono presentati letti funerari, maschere,
sarcofagi, carri da parata o cerimoniali, statue di Iside e Osiride,
un naos canopico dorato, statue di soldati in marcia. Tra i reperti
splendida è la statua della regina Hatshepsut, nonché la maschera e
il trono d’oro di Tutankhamon.
Anche la tecnologia fa la parte del leone in questo nuovo edificio:
una rappresentazione virtuale del Nilo, dono dell’Egitto, segnala
le varie capitali dall’Alto al Basso Egitto.






