Roseto, Salpa sposta reparto confezioni ad Alanno


L'Associazione Politico Culturale SiAmo Roseto ha inviato alla nostra redazione una nota sulla questione dello spostamento del reparto confezioni della ditta Salpa ad Alanno. Di seguito pubblichiamo il testo della nota.

"Esprimiamo profonda e viva preoccupazione per la recente decisione della ditta Salpa di delocalizzare il reparto confezioni lontano da Roseto. Questo spostamento non è solo un atto aziendale, ma rappresenta un duro colpo al nostro tessuto economico e sociale. In questo momento di incertezza, la nostra piena e incondizionata solidarietà va a tutti i lavoratori e alle loro famiglie. Dietro ogni spostamento di reparto ci sono persone, professionalità e sacrifici che rischiano di essere calpestati. La decisione risulta diametralmente opposta alle rassicurazioni fornite a più riprese dal Sindaco. In diverse sedi, l'amministrazione aveva garantito un confronto costante con l'azienda e una vigilanza serrata sui livelli occupazionali. Oggi, quelle parole appaiono come gusci vuoti di fronte a una realtà che vede Roseto perdere un pezzo fondamentale del proprio motore produttivo. La Salpa è parte integrante dell'economia rosetana. Permetterne la delocalizzazione significa accettare passivamente l'impoverimento della comunità. Ci chiediamo come sia possibile che un'amministrazione non si attivi concretamente per scongiurare simili accadimenti, restando a guardare mentre il contesto sociale si sfilaccia. Questa vicenda è lo specchio di una gestione priva di prospettiva: in oltre quattro anni di mandato, non è stata intercettata né favorita la stanzialità di alcuna nuova realtà imprenditoriale di livello. Senza una strategia di attrazione e difesa del lavoro, Roseto è destinata a diventare una periferia produttiva. Chiediamo al Sindaco un atto di trasparenza immediato: riferisca in Consiglio comunale e chiarisca quali azioni intenda intraprendere per tutelare i posti di lavoro e fermare questa emorragia occupazionale. La comunità rosetana merita risposte, non altri silenzi o, peggio ancora, una inutile carrellata di foto posate e di video con parti recitate ad arte".