Con limitazioni di traffico e di transito è stato riaperto nella mattinata del 4 agosto il “ponte ancaranese” la vecchia struttura in muratura sulla provinciale 1/B che collega due Province (Teramo e Ascoli Piceno) e due Regioni (Abruzzo e Marche). Sul posto il presidente Camillo D’Angelo, il commissario sisma Guido Castelli e il vicepresidente della Provincia di Ascoli Massimo Romani, a sottolineare l’importanza di questa riapertura dopo i lavori di messa in sicurezza ad opera della Struttura commissariale Sisma. Siamo in una zona fortemente industrializzata e dalla chiusura del ponte la viabilità locale e i collegamenti interprovinciali sono stati fortemente penalizzati creando numerosi disagi e maggiorazione di costi sia al settore trasporti che a quello manifatturiero. Da oggi, 4 agosto 2026, si viaggia da Teramo verso Ascoli Piceno sul ponte Ancaranese e da Ascoli verso Teramo sul ponte in cemento, ripristinando, di fatto, il doppio senso di marcia. La struttura in cemento che affianca l’Ancaranese, come noto, dovrà essere demolito; al suo posto sarà realizzato un ponte ad arco in acciaio, su tre campate, progettato secondo i più avanzati criteri di sicurezza sismica, stradale e idraulica. Un'operazione da oltre 15 milioni di euro resa possibile grazie agli accordi raggiunti fra la Provincia di Teramo, quella di Ascoli e la Struttura commissariale sisma 2016 che l’ha finanziata ed è soggetto attuatore. “Viene ripristinato un normale flusso di traffico e comunicazione uscendo da una situazione che ha creato disagio e problemi agli utenti e imbarazzi alle amministrazioni. La chiusura però era indispensabile per la messa in sicurezza di una struttura considerata a rischio – commenta il presidente Camillo D’Angelo – le Amministrazioni coinvolte sono state pronte ad affrontare questa situazione e in poco più di un anno e mezzo sono stati fatti i lavori ed è stato predisposto il progetto definitivo-esecutivo del ponte in cemento che dovrà essere demolito”.
Con limitazioni di traffico e di transito è stato riaperto nella mattinata del 4 agosto il “ponte ancaranese” la vecchia struttura in muratura sulla provinciale 1/B che collega due Province (Teramo e Ascoli Piceno) e due Regioni (Abruzzo e Marche). Sul posto il presidente Camillo D’Angelo, il commissario sisma Guido Castelli e il vicepresidente della Provincia di Ascoli Massimo Romani, a sottolineare l’importanza di questa riapertura dopo i lavori di messa in sicurezza ad opera della Struttura commissariale Sisma. Siamo in una zona fortemente industrializzata e dalla chiusura del ponte la viabilità locale e i collegamenti interprovinciali sono stati fortemente penalizzati creando numerosi disagi e maggiorazione di costi sia al settore trasporti che a quello manifatturiero. Da oggi, 4 agosto 2026, si viaggia da Teramo verso Ascoli Piceno sul ponte Ancaranese e da Ascoli verso Teramo sul ponte in cemento, ripristinando, di fatto, il doppio senso di marcia. La struttura in cemento che affianca l’Ancaranese, come noto, dovrà essere demolito; al suo posto sarà realizzato un ponte ad arco in acciaio, su tre campate, progettato secondo i più avanzati criteri di sicurezza sismica, stradale e idraulica. Un'operazione da oltre 15 milioni di euro resa possibile grazie agli accordi raggiunti fra la Provincia di Teramo, quella di Ascoli e la Struttura commissariale sisma 2016 che l’ha finanziata ed è soggetto attuatore. “Viene ripristinato un normale flusso di traffico e comunicazione uscendo da una situazione che ha creato disagio e problemi agli utenti e imbarazzi alle amministrazioni. La chiusura però era indispensabile per la messa in sicurezza di una struttura considerata a rischio – commenta il presidente Camillo D’Angelo – le Amministrazioni coinvolte sono state pronte ad affrontare questa situazione e in poco più di un anno e mezzo sono stati fatti i lavori ed è stato predisposto il progetto definitivo-esecutivo del ponte in cemento che dovrà essere demolito”.
