A Emozioni in Musica 2026, nella prima serata della manifestazione giunta alla sua undicesima edizione, i Tiromancino per quasi due ore hanno regalato una superlativa performance al pubblico del “Fonte dell’Olmo”, arricchita anche dalla presenza di un ospite speciale, seppur già artefice di parte della storia della band e soprattutto ‘profeta in patria’: il sassofonista Fabrizio Mandolini, definito da Federico Zampaglione “un genio di Roseto degli Abruzzi”. Il musicista ha ricevuto il tributo convinto dai suoi concittadini e dall’intera platea, che lo ha più volte omaggiato con lunghi applausi nel corso delle sue incursioni. Meritevoli di lode anche gli altri eccellenti musicisti, oltre naturalmente al front man. “Scomparire nel blues” e “Sto da Dio” hanno aperto il concerto dello storico gruppo italiano guidato da Zampaglione, che dopo qualche brano ha ricordato con alcuni aneddoti l’amico Franco Califano e la genesi di “Un tempo piccolo”, proposta con il paradisiaco accompagnamento al sax di Fabrizio Mandolini, che è tornato a calcare il palco di casa più volte nel corso della serata, proseguita con hit intramontabili quali “L’alba di domani”, “La descrizione di un attimo”, “Per me è importante” ed un successo più recente come “Gennaio 2016”. Il pubblico si è acceso, alzandosi in piedi e portandosi a più stretto contatto con la band, con “Vento del sud” e “Amore impossibile”. Gran finale con “Due Destini”.
A Emozioni in Musica 2026, nella prima serata della manifestazione giunta alla sua undicesima edizione, i Tiromancino per quasi due ore hanno regalato una superlativa performance al pubblico del “Fonte dell’Olmo”, arricchita anche dalla presenza di un ospite speciale, seppur già artefice di parte della storia della band e soprattutto ‘profeta in patria’: il sassofonista Fabrizio Mandolini, definito da Federico Zampaglione “un genio di Roseto degli Abruzzi”. Il musicista ha ricevuto il tributo convinto dai suoi concittadini e dall’intera platea, che lo ha più volte omaggiato con lunghi applausi nel corso delle sue incursioni. Meritevoli di lode anche gli altri eccellenti musicisti, oltre naturalmente al front man. “Scomparire nel blues” e “Sto da Dio” hanno aperto il concerto dello storico gruppo italiano guidato da Zampaglione, che dopo qualche brano ha ricordato con alcuni aneddoti l’amico Franco Califano e la genesi di “Un tempo piccolo”, proposta con il paradisiaco accompagnamento al sax di Fabrizio Mandolini, che è tornato a calcare il palco di casa più volte nel corso della serata, proseguita con hit intramontabili quali “L’alba di domani”, “La descrizione di un attimo”, “Per me è importante” ed un successo più recente come “Gennaio 2016”. Il pubblico si è acceso, alzandosi in piedi e portandosi a più stretto contatto con la band, con “Vento del sud” e “Amore impossibile”. Gran finale con “Due Destini”.
