Dal Moretti di Roseto parte la battaglia dei “DocentiScontenti”

Un gruppo d’insegnanti dell’Istituto Statale d’Istruzione Superiore Vincenzo Moretti di Roseto, i “DocentiScontenti”, vuole focalizzare l’attenzione su tre problemi per rispondere a esigenze legate alla identità e alla territorialità. Non è più possibile nascondere all’opinione pubblica ciò che sta avvenendo in termini di investimenti nelle strutture scolastiche. In realtà è proprio il termine “investimenti” che risulta improprio, in quanto una tale parola prevede un piano di spesa specifico per il mantenimento e il miglioramento degli edifici stessi. L’edificio del Moretti è relativamente recente: infatti risale agli inizi degli anni ’80. Dopo trent’anni la struttura risulta in molte parti fatiscente, con il tetto che al primo acquazzone diventa un colabrodo e l’acqua invade aule, corridoi, laboratori, mettendo a rischio non solo l’incolumità di chi frequenta la scuola, ma deteriorando anche le attrezzature, quali computer, apparecchi scientifici, macchinari, attrezzature; Le norme di sicurezza sono veramente scarse (come in quasi tutte le scuole), con finestre che spesso non sono a norma, porte che si aprono verso il corridoio, creando un pericolo costante, pavimenti in Pvc divelti, muri delle aule, nella maggior parte dei casi, mai riverniciati o che non vedono la pittura da decadi, e tanti altri piccoli disagi; Il cemento armato esterno è ammalorato, con grandi pezzi di calcestruzzo staccati dal ferro sottostante. Il complesso scolastico non è mai stato protetto da una verniciatura e il degrado è fortemente aumentato negli ultimi anni.

Secondo aspetto: il proliferare di un’infinità di indirizzi sullo stesso territorio
In pochi anni sono nati degli indirizzi doppioni, in una zona ristretta che vede coinvolti i comuni di Atri, Roseto, Giulianova e anche Silvi. Ogni scuola, acquisendo una pluralità “tuttologa”, sta perdendo la propria identità, così che gli stessi corsi si trovano a distanza di pochi chilometri, confondendo le idee agli studenti stessi e mettendo in evidenza due grosse problematiche.

Terzo aspetto: quale politica territoriale hanno in mente gli amministratori?
Sul territorio rosetano negli anni ’70-80 furono fatte delle scelte di decentramento scolastico riguardante le Scuole Superiori. Pertanto venne individuato il sito di Voltarrosto per realizzare la sede del primo istituto statale più antico della zona, vale a dire il Moretti. Il progetto prevedeva la costruzione di una strada pedecollinare che dal centro cittadino avrebbe potuto raggiungere la periferia, innestandosi sul raccordo che collega la strada per Montepagano con la S. S. 150. Un progetto allora lungimirante, in quanto i terreni individuati erano molto ampi, tali da poter accogliere eventuali nuovi insediamenti. Tale strumento prevedeva la realizzazione del polo liceale a fianco del Moretti, in modo da mettere in sinergia molti spazi in comune, compresi laboratori e palestre. In più era prevista la realizzazione di un auditorium (come riportava il progetto originario del Moretti) e una palazzina che avrebbe potuto ospitare un ostello per i giovani. L’idea piacque tanto che l’Amministrazione comunale lo inserì nel nuovo piano regolatore, poiché tale struttura, chiamata campus, avrebbe proiettato le Scuole Superiori del territorio in una nuova dimensione, aspetto spendibile a livello europeo per i numerosi scambi culturali con l’estero che le scuole realizzano nel corso dell’anno. Eppure dopo quella ventata di entusiasmo collettivo, tutto è passato nel dimenticatoio e oggi c’è chi reclama nuovi edifici scolastici al centro di Roseto, lasciando l’idea di Voltarrosto una grande incompiuta. Dovremo aspettare che a questo punto pure il Moretti faccia richiesta di tornare nel vecchio edifico di via Adriatica, dal momento che nei pressi è prevista la costruzione della palazzina del nuovo Liceo? Il gruppo di docenti (insieme anche alle famiglie e alla collettività tutta) si chiede: a Roseto c’è una programmazione a lungo respiro per le Scuole Superiori del territorio?