In uscita il libro “The good shot” di Aharan Lee

Aharan

Aharan Lee, pseudonimo della giovane Martina Di Giammichele, comincia i suoi primi passi concreti nel mondo della letteratura già nel 2015 con la pubblicazione online di una raccolta di storie brevi intitolata L’acrobata. Dando voce ai suoi studi umanistici e pedagogici pubblicherà una breve favola sulla medesima piattaforma.
Aharan si inserisce nel panorama letterario nel 2016 con la pubblicazione del suo primo romanzo “L’eco del tempo” per Europa Edizioni (gruppo Albatros-Roma).
Da sempre legata all’arte e attiva nel suo impiego, Aharan sceglie di avvicinarsi alla scrittura per sopperire a ciò che la pittura non riusciva a darle, dicendo:” nasco con le mani sporche di colore.
Già dall’età di sei anni ho trovato rifugio nel disegno. Le arti visive mi hanno sempre affascinata e coinvolta. Nel corso degli anni non ho mai lasciato i pennelli fin quando la tela non mi è bastata più a dipingere questo complesso mondo che mi portavo dentro, così ho cominciato a muovere le parole, a creare mondi per le mie idee”.
L’eco del tempo sarà per lei un trampolino di lancio per cominciare a lavorare attivamente in nuovi progetti artistico-culturali tra Abruzzo, Marche, Lazio e Lombardia, collaborando con personalità di settore vicine alla sua visione artistica.
Al termine del 2017 pubblicherà il suo secondo romanzo “La finestra di Goel” per la New-Book Edizioni di Trento. Non mancheranno collaborazioni con altri scrittori a cui Aharan ha firmato prefazioni ed articoli, creando sempre più una rete di incontri che caratterizzano il suo carattere estroso e che hanno avvicinato lettori di vario genere.
La sua passione per la carta e per la parola scritta trovano giusto connubio negli studi di Restauro di materiale Cartaceo (Palazzo Spinelli) che l’hanno portata a Firenze nel gennaio del 2019, dove vive e continua a scrivere circondata d’arte.
Seppur impegnata su vari settori, Aharan ritaglia il suo tempo per collaborare ad un nuovo progetto letterario dedicato ai ragazzi, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza a favore di ASROO (associazione nazionale di Siena per la ricerca contro il retinoblastoma).
La raccolta prende il nome di Fantàsià a cui collabora con un racconto inedito “Il cacciatore di Ubernach”.
A poca distanza dalla pubblicazione, ad aprile del 2020 allarga i suoi orizzonti al panorama inglese con una raccolta di storie brevi per la Black Robot Publishing intitolata “L’acrobata” (The good shot, nella versione inglese).
Il suo pseudonimo è scelta di vita per poter potare avanti le sue idee e quel mondo che passa attraverso i suoi occhi ogni giorno senza filtri.
Così spiega l’autrice:” quando ho deciso di dedicarmi alla scrittura, il nome Aharan è uscito fuori in automatico.
Non ho mai pensato di utilizzare lo pseudonimo come un mascheramento della mia identità bensì con la volontà di dare un nome ed un carattere al mio pensiero senza il condizionamento del reale.
Quando scrivo sono me stessa più di ogni altra cosa. Sono vicina al mio pensiero ed è così che voglio affiancarmi al mio lettore, messa a nudo nelle mie idee. Questa è
Aharan Lee”.

The good shot (L’acrobata), di Aharan Lee
“Così, condotti dalla malinconica arte, vivranno estraniati dal mondo senza eredi e senza lasciar traccia del loro passaggio se non sul volto di qualche vanitoso attore”.
Davanti a uno spartito, nella sala prove di un conservatorio, Paul lavora senza sosta per comporre il capolavoro della sua vita prima che la malattia lo divori.
Seduto sulla panchina di un molo, Joseph osserva malinconicamente il mare mentre si prepara a dire addio alla donna della sua vita.
Tra i tavolini di un bar, Pierre porge un mazzetto di gerani alla bella Amélie, sperando che la accetti di rivederlo il giorno dopo.
In un angolo di un teatro, nascosta agli occhi di tutti e rannicchiata sulla sua poltrona preferita,
Elisabetta scrive il copione dell’opera teatrale nella quale Marta, attrice di punta della compagnia, potrà rinascere dopo la morte della sorella.
Queste sono solo alcune delle trame dei racconti contenuti ne L’acrobata.
Storie malinconiche e dal finale dolceamaro, ricavate da alcuni attimi rubati dalle vite di personaggi tanto fittizi quanto reali.
Undici vite e undici attimi: undici brevi racconti in grado di trascinare i lettori in un mondo palpabile, tanto vicino da poterlo sfiorare, e, alla fine, lasciarli in bilico sul filo di un sogno sospeso.

Luciano Di Giulio

Luciano Di Giulio

Direttore responsabile di questa testata, esperto musicale e veterano giornalista della provincia di Teramo. Iscritto dal lontano 1992, all'Albo dei Giornalisti d'Abruzzo, nell'elenco dei pubblicisti. Ha diretto diversi progetti editoriali e ha partecipato alla realizzazione di diverse pubblicazioni librarie.

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