L’Aquila, UGL “tanto va la gatta al lardo, che ci lascia lo zampino”

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“Coloro che sono a capo delle aziende pubbliche e nella fattispecie TUA, troppo facilmente dimenticano perché loro sono lì, occupando incarichi Dirigenziali, Manageriali e con lauti compensi.
Troppo facile esercitare potere quando lo si ha, difficile è esercitarlo bene e con cognizione di causa, una causa che dovrebbe avere solo fini per il bene dell’azienda.
A “loro” piace vedere la “piramide” aziendale a partire dall’alto, ma sbagliano sapendo di sbagliare, perché non si è mai visto costruire una casa partendo dal tetto.
La “base”, erroneamente declassato come termine, in realtà sono le fondamenta di un’azienda, lo zoccolo duro su cui fare capo quando bisogna fare sacrifici, e di sacrifici se ne fanno tanti, forse anche troppi.
Come ignorare il personale di officina, già ridotto all’osso, oppure il personale viaggiante, oltretutto sotto organico, come non menzionare il personale impiegatizio che spesso viene solo considerato privilegiato ed in esubero ma che in realtà ha compiti amministrativi o finalizzati all’esercizio, come non poter nominare la controlleria, parte indispensabile per un’azienda, prodighi a combattere quell’evasione tariffaria sempre più massiccia e pericolosa per i mancati introiti aziendali.
Personale sottopagato, abbandonato a se stesso e al proprio destino fatto di rischi e senza alcuna tutela aziendale.
Infine, fra i comuni lavoratori, come non considerare tutte le altre figure aziendali che svolgono una parte importante e fondamentale di un puzzle dove, anche se manca un solo e unico pezzo, il puzzle resterà per sempre incompleto e incompiuto.
Come possiamo invece non sottolineare che tutto questo si “sfascia” se coloro che gestiscono il personale, chi ne è a loro capo, chi li governa, chi li dirige, chi li amministra, chi li paga, non funzionano a dovere e non tengono i lavoratori nella giusta considerazione?
Oggi il Management aziendale pensa solo a se stesso, ai loro interessi, a far quadrate i conti a spese e sulle spalle dei lavoratori già spremuti come limoni, ad esercitare e incutere timore con il potere a loro conferito dai pubblici cittadini (già, perchè qui il “Management” di TUA dimentica che amministra un’azienda pubblica, pagata da tutti i contribuenti abruzzesi e che pagano le tasse), …e se pensano solo a questo, l’azienda fallisce, il personale rischia di restare senza lavoro e migliaia di famiglie vanno in crisi.
Purtroppo il gioco delle poltrone oggi tiene sempre più banco e, di conseguenza, una nomina politica, un Dirigente, un Amministratore, anche se l’azienda fallisce troverà sempre un’altra poltrona ad accoglierli, al contrario della maggioranza dei lavoratori che resterà senza stipendio o dirottato altrove arrangiandosi nei lavori più disparati e umili ma, mai come questa volta, onesti.
Sarebbe invece auspicabile e interessante vedere una politica che responsabilizza chi amministra denaro pubblico e il personale assunto dove, se ci si comporta da buon padre di famiglia, bene, altrimenti….. tanto va la gatta al lardo, che ci lascia lo zampino.
Anche il sindacato, in tutto questo ha una parte fondamentale e noi della UGL non perdiamo mai di vista né il nostro mandato né perché il sindacato è stato fondato, sempre a difesa dei lavoratori e per l’onestà imprenditoriale, lottando per i diritti acquisiti e possibilmente per migliorarli, non piegandoci mai alla volontà del padrone e mantenendo una dignità tale da poter camminare sempre a testa alta e guardare le persone dritte negli occhi.
Noi siamo l’UGL!!.

riceviamo e pubblichiamo dalla Segreteria Regionale UGL Autoferro

Luciano Di Giulio

Luciano Di Giulio

Direttore responsabile di questa testata, esperto musicale e veterano giornalista della provincia di Teramo. Iscritto dal lontano 1992, all'Albo dei Giornalisti d'Abruzzo, nell'elenco dei pubblicisti. Ha diretto diversi progetti editoriali e ha partecipato alla realizzazione di diverse pubblicazioni librarie.

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