Atri, presentato il libro "Aghi di vetro - Voci dal fronte" di Giuseppina Pompetti

Nella città di Atri, presso l’Auditorium Sant’Agostino, si è svolta la presentazione del libro "Aghi di vetro - Voci dal fronte" di Giuseppina Pompetti.
L'incontro è stato moderato dalla scrittrice Floredane de Felicibus, durante la presentazione interventi della poetessa Alessandra Della Quercia che ha declamato alcune poesie estratte dal libro, e quello della scrittrice Maria Assunta Oddi, che oltre ad aver curato la prefazione del volume ha ha relazionato la raccolta di poesie.
Presente anche il pittore e fumettista Roberto Cantoro, autore dell'immagine di copertina del libro.
I docenti gli alunni dell'Istituto comprensivo della Scuola secondaria di Primo Grado di Atri hanno eseguito alcuni brani musicali.
I violinisti Greta Corsi, Maria Sole Melchiorre Ricci, Irene Di Ridolfi, Gaia Cormignani; i flautisti Maria Venere Santella e Davide Corsi; I chitarristi Sara Bosica Cagliostro, Angelica Di Palma, Matteo Marcone, Manuel Margiovanni, Manuel Appignani, Gloria Castagna, Giammarco Longobardi.
Intervento musicale del pianista Valerio Bosco

Giuseppina Pompetti, poetessa e scrittrice, originaria di Casoli di Atri e oggi residente a Pineto, nel suo libro di poesie "Aghi di vetro" edito Hatria Edizioni scrive e descrive un tema scomodo, quello della guerra, che lei definisce "la sconfitta più grande che possa esistere". La poesia di Giuseppina si fa portavoce di pace. Prendiamo in prestito, e riportiamo di seguito le parole della scrittrice Maria Assunta Oddi che, nel suo intervento, ha rimarcato la poesia di Pompetti centrando in pieno il messaggio che diffonde nei suoi versi l'autrice.
“Aghi di vetro” non racconta solo il dolore ma anche la resilienza : “nel cavillo di molto dolore/ siamo seme d’acciaio/ aghi di vetro indistruttibili”. Nel componimento “Il bambino e la guerra” recita: “In guerra i sogni non muoiono/ sotto il peso del tempo,/ sopravvivono al fuoco,/ restano accesi,/ si nascondono nel cuore/ e quando la polvere cadrà dalle spalle,/ tutto tornerà ad avere voce”.

Giuseppina nei suoi versi scrive in maniera chiara e fruibile di un tema che genera in noi tutti dolore, odio, impotenza, paura, il sentirsi piccoli, inermi, ma appunto da questi versi prendere la forza, la ricerca della speranza, la ricerca del sole e della tranquillità, con la mente aperta a nuovi scenari e in particolar modo alla fratellanza e all'unione di tutti. Si aspira al valore della pace e al vivere lontano dai ricordi che generano gli "aghi di vetri".