Roseto, Totò, Eduardo, De Bonis e la napoletanità

Torniamo a parlare del dott. Mario De Bonis con un articolo più che mai attuale, subito dopo la sua ultima apparizione come testimonial della napoletanità e dell'amicizia, durante la presentazione del libro "Roseto degli Abruzzi. 50 anni di cultura filatelica", avvenuto il 20 dicembre 2025 all'Hotel Liberty a Roseto degli Abruzzi. Una giornata dove i suoi versi hanno conquistato i presenti.
Con la sua associazione culturale "Dal Vesuvio al Gran Sasso", Mario, continua a diffondere la condizione di napoletano, l’essere e sentirsi napoletano e lo distribuisce con la qualità e la competenza che lo contraddistingue.
Nel 2025 diverse sono state le sue conferenze, ma ricordiamo e segnaliamo quella dal titolo "Totò con Eduardo nel 2026" a chiusura della Mostra aperta nel Palazzo Reale a Napoli, che rimarrà aperta fino alla fine di gennaio 2026.
In questo articolo vogliamo proporvi, in particolare, una immagine del grande attore Totò, che è stata donata a De Bonis dall'autore Crescenzio D'Ambrosio che vale la pena di essere, da noi, illustrata e diffusa. Stiamo parlando di un inedito disegno di Toto (Antonio De Curtis) realizzato con l'immagine dell'attore nelle vesti di Papa santo con in mano la "mitra" e il celebre immancabile cappello nero a "bombetta", inserito nello scenario del golfo di Napoli con alle sue spalle un fumeggiante Vesuvio; completa il disegno la scritta in basso di "San Totò". (vedi immagine)

Crescenzio D’Ambrosio, artista e poeta. Nato nel 1963 a Trecase, al Vesuvio, comune della città metropolitana di Napoli, dove è cresciuto e tuttora vive e lavora. Ha studiato presso l’Istituto Statale d’Arte di Torre del Greco (NA), e, successivamente, all’Accademia di Belle Arti di Napoli, allievo del maestro Enrico Bugli. Ha realizzato numerosi libri d’artista, illustrato e pubblicato taccuini d’arte. Ha lavorato presso il Liceo Artistico Statale “Amedeo Modigliani” di Giussano (MB), tornando poi a vivere “sotto” il Vesuvio. Attualmente insegna Discipline Grafiche presso il Liceo Artistico Statale “Giorgio de Chirico” di Torre Annunziata (NA).
Ebbene Mario De Bonis è stato onorato di ricevere questo inedito disegno direttamente dalle mani dell'artista D'Ambrosio e ha apprezzato il gesto e lo ha condiviso con noi, e siamo ben lieti di pubblicarlo.

L'amico Mario rappresenta per la città di Roseto degli Abruzzi una sorta di valore aggiunto, la sua appartenenza a Napoli, ai Napoletani tutti, la esprime durante le sue studiate performances e questo traspare nei suoi modi di dire, nei suoi racconti, nelle sue tipicità dei racconti ma principalmente nella sua inconfondibile pronuncia.
Mario De Bonis per descrivere le immagini dei grandi del cinema, del teatro e della poesia, ha scelto Eduardo De Filippo e Antonio De Curtis, in arte Totò, sono questi i suoi punti di riferimento. Scrive anzi in una sua nota che: "i due napoletani sono ormai meritevoli di trovare un buon posto nei programmi scolastici e dipartimentali universitari".

Anche per questo motivo, sono anni, che De Bonis si prodiga in conferenze e incontri culturali, per amore dell'arte poetica partenopea, fatta di "dialettalità e gestualità, continuando a ripetere il suo pensiero e questa sua proposta ogni qualvolta ne ha l'occasione.

Tra i suoi "cavalli di battaglia" ricordiamo "A livella" del 1964, seguita da "S'è araputa 'a fenesta" del 1975, per arrivare all'attore Totò nella parte di Tottons, il clown, nel film "Il più comico spettacolo del Mondo" del 1953, per concludere con la destinazione in paradiso di Eduardo nella commedia "De Pretore Vincenzo" del 1957.

In questi ultimi anni, e specie dopo la pubblicazione del suo libro "Eduardo visto da vicino" Mario ha trasmesso, con maggior forza, un insieme di tradizioni, degli usi, delle qualità e degli atteggiamenti che costituiscono il patrimonio storico della città di Napoli, di Totò, di De Filippo e dei Napoletani e tutto questo lo fa con i suoi pensieri, con i suoi versi recitati, tratti da riferimenti di film, commedie e poesie napoletane.

Queste le sue parole alla fine di una piacevole chiacchierata avuta con noi: "Da anni faccio tutto questo, con la gioia di distribuire versi e pensieri della loro grande spiritualità. Sperando che tutto ciò possa essere immaginato come piccole pillole di cultura, da sembrare un miracoloso e prezioso medicinale, uniche a far bene a tutti e dovunque, senza contaminazioni e senza alcuna controindicazione".
Nel congedarci avevamo promesso a Mario una piccola sorpresa da parte nostra e la sveliamo in questo articolo, sperando di fare cosa gradita. Visto che l'artista napoletano ha donato a De Bonis un'immagine di San Totò, noi lo abbiamo fatto diventare santo e lo omaggiamo con una "figurèddra" (un santino) con le sembianze di San Mario. (vedi immagine)
Grazie Mario per tutto quello che stai facendo.
LDG