L'inverno abruzzese continua a mostrare i segni evidenti del cambiamento climatico. Secondo l'ultimo bollettino di OsservaTE, il progetto di analisi climatica regionale curato dal fisico dell'atmosfera Andrea Di Antonio, il mese di gennaio 2026 si è chiuso con temperature ben al di sopra delle medie storiche e precipitazioni di intensità eccezionale.
Temperature: Chieti la più calda
La temperatura media regionale è stata di 3,38°C, con un'anomalia di +1,25°C rispetto al periodo 1991-2020. Il dato più eclatante arriva dalla provincia di Chieti, che ha registrato uno scostamento di +2,62°C, seguita da Pescara (+1,95°C) e Teramo (+1,56°C). Più contenuta l'anomalia nell'aquilano (+0,20°C).
Meno gelo, più intensità piovosa
I segnali di un inverno "morbido" arrivano anche dal numero dei giorni di gelo: solo 15 rispetto ai 20-21 mediamente attesi. Ma a preoccupare gli esperti è soprattutto l'indice SDII (intensità delle piogge), che ha toccato il valore record di 84,37 mm/giorno. Questo significa che le precipitazioni non sono state solo abbondanti, ma estremamente concentrate, aumentando il rischio idrogeologico sul territorio.
"Le anomalie termiche positive non sono più un'esclusiva dell'estate", spiega Di Antonio. "I nuovi indicatori introdotti nel bollettino sono fondamentali per monitorare una variabilità climatica sempre più estrema in Abruzzo".
