1 Marzo 2024

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L’Aquila, Unione Europea svetta con “Due Torri” nel Quartiere di Pettino

Lo storico e critico d'arte Emidio Di Carlo ci invia una cronistoria tutta aquilana che vi proponiamo nella sua interezza. Buona lettura a tutti voi.

Anzitutto un po' del passato. La “primavera ungherese”. Il 4 novembre 1956. I russi entravano in Ungheria con i carri armati al comando del maresciallo Ivan Stepanovic Koney. Da Radio Kossutn si diffondeva l'annuncio: «Qui parla il Primo Ministro Imre Nagy. Oggi all'alba le truppe sovietiche hanno aggredito la nostra capitale con l'evidente intento di rovesciare il governo legale e democratico di Ungheria. Le nostre truppe sono impegnate nel combattimento. Il governo è al suo posto. Comunico questo fatto al popolo del nostro Paese e al mondo intero».
In 18 giorni (23 ottobre -11 novembre 1956) la rivolta, nello spirito antisovietico, veniva però messa a tacere.

Dal 2013 incalza la guerra in Ucraina.
La storia si ripete.
Zelensky, il Presidente in carica, chiede aiuto all'Unione Europea in cui aspira ad entrare.
Ma cos'è l'Europa Unita?

Fine anni Cinquanta.

L'Europa nascente puntava sulla scuola, sui giovani. Chiedeva loro di manifestare il ‘pensiero' in un concorso letterario.
Anche in , a L'Aquila, l'invito all'Istituto Tecnico e Commerciale “Rendina”. Fu così che il Preside invitò un suo studente tra gli scioperanti contro i carri armati che invadevano l'Ungheria, affinché esprimesse la sua idea, (su uno tema da scrivere in classe) sulla nascente Europa Unita. Il caso volle che quel “tema” venisse poi selezionato tra le scuole della città, quindi della provincia e, infine, tra le scuole italiane. Allo studente fruttuò: una settimana a Torino, nei festeggiamenti per il Centenario dell'Unità d'Italia (1961); due settimane in Francia, da Lione ad Avignone, navigando sul Rodano, partendo da Orange. Non mancarono la visita all'anfiteatro romano (Ndr: Ricordava gli scavi nell'antica Amiternum romana, in L'Aquila) e alle famose cantine nella Valle del Rodano. In quest'ultima, l'accoglienza culminò nella sbronza dell'ospite speciale, sia pure con i pochi assaggi del famoso “Clairet”.
A Torino, il giovane studente, ormai con diploma da geometra,e l'iscrizione all'Università dell'Aquila, poteva vedere la cittadella di cemento armato realizzata dall'Ing. Pier Luigi Nervi; venne anche chiamato a manifestare il suo ‘pensiero' sulla futura Europa.
Non a caso, nel 1964, gli venne poi assegnata la tessera del CUDIE (Centri Universitari di Iniziativa Europea).
Nel soggiorno lionese il giovane studente (divenuto aquilano come il famoso artista conterraneo, Teofilo Patini), familiarizzò con altri giovani studenti ‘premiati' nell'appuntamento.
Del gruppo si conserva una foto scattata a Place Bellecour di Lione.

Il 4 aprile 1949 veniva firmato a Washington il trattato istitutivo della NATO.
Il 18 aprile 1951 il Trattato di Parigi: la CECA.
Il 1° novembre 1993 giungeva l'istituzione formale dell'Unione Europea che gettava le basi per una più solida integrazione (Helmut e François Mitterand i principali artefici).

Dal 1961 al 2024: come si presentava l'Europa Unita in Italia?

Nel marzo 2005, il giornalista, Marco Travaglio, effettuava uno dei tanti interventi critici a L'Aquila. Aggiungeva fatti e citazioni al ‘fardello' del suo Maestro, Indro Montanelli:” Oggi per stanare un regime, non c'è più bisogno di una marcia su , né di un incendio del Reichstag, né di golpe sul passato d'Inverno. Bastano i cosiddetti mezzi di comunicazione di massa; e fra essi, sovrana e irresistibile, la televisione”.

La conferenza del giornalista veniva continuamente interrotta da applausi dai giovani universitari presenti. Travaglio sfogliava dal suo prezioso taccuino accadimenti e analisi sul: “Regime moderno, postmoderno e postideologico”. Il giornalista era stato invitato da alcune associazioni estranee ai partiti. Tra i presenti anche” il Direttore Responsabile, della testata “abruzzo az 60”. Il giornalista aquilano (Emidio Di Carlo) che registrò, sbobinò l'intervento, lo stampò in un suo nuovo giornale dal titolo “NordOvest”.

Come veniva presentata la conferenza: “Marco Travaglio è approdato a L'Aquila accolto da una folla trepidante e come un moschettiere, ha sguainato la spada, non lesinando stoccate sia a destra che ha sinistra. Il quadro delineato è sconcertante: l'epurazione mediatica viene presentata come una prassi consolidata in una nazione, l'Italia, nella quale l'informazione si sottomette continuamente al potere e dove le voci libere vengono soffocate”.

Il 6 aprile 2009 L'Aquila veniva devastata dal sisma.
Tanto che da Genova, Berlusconi spostava nella città colpita, in Abruzzo, il 35º vertice del G8 (dall'8 al 10 luglio).

La ricostruzione ebbe inizio con le tendopoli, con a fuga dalla città invasa dalle gru che spiccavamo verso il cielo (“il più grande cantiere d'Europa”).

Nel 2011, Dario Fo (Nobel per la Pace), esponeva dipinti al Palazzo Reale di Milano. Inviava un CD al giornalista aquilano.
In un'opera inseriva il testo: “LA STRAGE: L'AQUILA URLA DI TERRORE PER IL MA QUALCUNO SGHIGNAZZA E BRINDA. CI CHIAMANO LA CASTA MA IN CHE SENSO? ‘FORSE NEL TEMPO DELLA CASTITÀ'”.

Merita anche ricordare che Enrico Berlinguer, in un'intervista a Eugenio Scalfari, su “La Repubblica” del 28 luglio 1981, non aveva esitato nel dire che i partiti erano già diventati dei Comitati d'affari.

Ebbene, nel ‘capoluogo' ciò traspariva dalla “ricostruzione”. “L'aquilanità” del tempo che fu era scomparsa. Nei palazzi locali, regionali e nazionali prevalevano ‘ascese' e spostamenti di colore partitico. Tanto che le rovine procurata dal sisma del 2009, sono divenute oggetto delle macchine fotografiche dei turisti. Per chi è ritardo, ancora oggi, sono possibili anche i resti degli edifici scolatici. La città contemporanea, conta 49 frazioni (alcune divise in più località; in uno dei territori comunali più vasti d'Italia).

01 Novembre 2023.
PosteItaliane emettevano il francobollo celebrativo dell'Unione Europea, nel 30° anniversario dell'Istituzione con l'entrata in vigore del Trattato di Maastricht.

Eccoci, allora, a L'Aquila nel Quartiere di Pettino: Onnipresente il “Consorzio 201”. “IMMOTA MANET”: recita il motto storico della città”.
L'insediamento edilizio è racchiuso tra Via Antica Arischia, Via della Comunità Europea, Via Madonna delle Grazie e Via Germania.
All'interno del “Consorzio 201”: Via degli Stati Uniti, Via Lussemburgo, Via Austria, Via Belgio, Via Svizzera. Lo stradario è, decisamente, europeo!
Oggi, nella parte a valle del Quartiere, svettano due torri: il campanile della Chiesa di San Francesco (la “costruzione Sacra”) e il Ponteggio abbandonato (la “ricostruzione profana”). Quest'ultimo era stato posizionato, per la ‘ricostruzione', al centro del complesso “b5” (al Civico 13 di Via Svizzera 11), con inizio lavori 30.06.2011.
Sono però trascorsi oltre dodici anni e il Ponteggio, ‘appare in abbandono: vi cresce l'erba nella sua discarica; vi sventolano drappi di una “bandiera” lacerata dal vento; vi sostano cani e cagnolini per le proprie quotidiane ‘urgenze'.

Il “Consorzio 201” è composto da 17 cooperative edilizie i cui 201 Soci vengono obbligati alle spese di gestione, per il Consiglio di Amministrazione, i commercialisti, direttori lavori, notai, imprese, ecc..
Per ben due volte lo scioglimento del “Consorzio 201” si rendeva possibile: alla primitiva consegna della costruzione dell'intero complesso edilizio (caratterizzata dal ritardo di dieci anni dall'inizio dei lavori e con l'intervento della Magistratura); quindi al termine della ricostruzione necessaria nel dopo sisma 2009.

Quest'ultimo scioglimento del “Consorzio 201” è stato poi vanificato a seguito delle istanze di riacquisto per alloggi equivalenti ex O.P.C.M. 3790/09 da parte di 77 Soci.
Nella comunicazione inviata dal dirigente del Comune, prot. 0079637 del 26/11/2012, a firma dell'ing. Vittorio Fabrizi, si sottolineava l'invito alla “Filiera” a concludere sollecitamente l'esame delle pratiche già presentate dal Consorzio per la riparazione e/o costituzione dei fabbricati facenti parte del compendio di Pettino”.
Ciò nonostante, nel 2024 i lavori non risultano neppure iniziati nel Civico 13 in Via Svizzera dove resta installato il ponteggio; tantomeno risultano ultimati a regola d'arte le opere nel vicino Civico 11.
Nel frattempo, ai 201 Soci,, con atti notarili (pagati singolarmente dagli stessi) risulta la “proprietà” dell'immobile ma con l'obbligo alla permanenza nel “Consorzio 201”, fino allo scioglimento dello stesso.

Leggendo i dati ISTAT sulla popolazione a L'Aquila: nel 2010 contava oltre 72.000.
Nel 2022 i residenti sono scesi a 69.600.
Tantissime abitazioni, nei quartieri (specie nel centro storico) sono chiuse.
Molte famiglie si sono spostate nei paesi degli avi, anche nelle città dell'entroterra o della costa abruzzese, finanche in qualche metropoli al centro e al Nord della penisola.

Non v'è dubbio che l'Intelligenza Artificiale è preda cosciente nella ‘informazioni' dei Palazzi tenendosi alla larga dal mondo dell'Arte, giocando sugli squilibri sociali che si moltiplicano quotidianamente. L'Aquila, l'Unione Europea, la ricostruzione, ecc….

Tornano alla mente le parole di Indro Montanelli: “Bastano i cosiddetti mezzi di comunicazione di massa; e fra essi, sovrana e irresistibile, la televisione”.

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