Pietre che cantano, suoni e racconti dal mondo agropastorale

bradamante

Spettacolo di e con Francesca Camilla D’Amico e Massimiliano Di Carlo.

Questo spettacolo nasce dalla ricerca sul campo che si apre al pubblico attraverso la restituzione di storie e canti della tradizione orale, con la scelta di raccontare gli aspetti meno noti della cultura agro-pastorale compiendo un piccolo viaggio nell’immaginario

popolare intorno al rapporto delle persone con la vita e la morte, gli astri, la musica, il lavoro, l’epica cavalleresca, la poesia, il canto.

Un momento di elaborazione della tradizione in cui il suono della voce narrata e quello della voce cantata si intersecano, entrano l´uno nell´altro e, fluidamente, creano una partitura poetico-sonora.

La morte appare in sogno ad una contadina, la semina delle patate porta con sé antichi e licenziosi scongiuri, c’è l’uomo che va in cerca del posto dove non si muore mai e quel bambino che osa entrare nel cerchio dei vecchi narratori con un semplice flauto di canna, il pastore poeta che cantava in ottava rima di Giove e di ninfee, la storia del nonno di Carlo Magno, il movimento degli astri… Strumenti antichi e ritrovati come il calascione, il doppio flauto, il cembalo e lo strumento più antico di tutti: la voce. Canti polivocali dove le voci si rincorrono, si separano, si riuniscono, raccontano di un tempo in cui il canto era parte della vita stessa dove le voci fendono l’aria, attraversano le valli del tempo, arrivano fino a noi, come pietre che cantano.

Date e luoghi spettacolo:

Sabato 16 marzo ore 21:00 – C/o Spazio Rimediato, L’Aquila

Domenica 17 marzo ore 17:30 – C/o Chiesa di San Giovanni Evangelista, (PE)

Di Luciano Di Giulio

Direttore responsabile di questa testata, esperto musicale e veterano giornalista della provincia di Teramo. Iscritto dal lontano 1992, all'Albo dei Giornalisti d'Abruzzo, nell'elenco dei pubblicisti. Ha diretto diversi progetti editoriali e ha partecipato alla realizzazione di diverse pubblicazioni librarie.